Non è il ministero dello Sviluppo ma il ministero del Declino

Che il ministero dello Sviluppo venga chiamato ministero del Declino, almeno fino a quando la titolare Federica Guidi non prenderà una posizione netta a favore del cannone ad aria, mezzo che consente esplorazioni petrolifere in alto mare.
Che il ministero dello Sviluppo venga chiamato ministero del Declino, almeno fino a quando la titolare Federica Guidi non prenderà una posizione netta a favore del cannone ad aria, mezzo che consente esplorazioni petrolifere in alto mare. La signora Guidi va troppo d’accordo col ministro dell’Ambiente Galletti, un casiniano stranamente ideologico, un padre snaturato al punto da auspicare che i suoi figli imparino a fare la raccolta differenziata prima che a scrivere, un cattolico più sensibile alla sorte delle vongole che dei cristiani, un politico che, alla presenza della silente e forse assenziente collega di governo, dichiara: “Avevamo stabilito che le autorizzazioni per fare prospezioni attraverso la tecnica dall’air gun potessero essere date soltanto dopo avere svolto un’accurata indagine sugli spostamenti dei pesci, in particolare dei grandi cetacei”. A parte che i cetacei non sono pesci, se aspettiamo le accurate indagini facciamo in tempo a morire di freddo. E meno male che la Guidi, figlia di un vecchio capo confindustriale, doveva essere la voce degli imprenditori nell’esecutivo. Si tenga conto che il cannone ad aria è autorizzato da tutti gli stati del mondo, compresi Croazia, Montenegro, Albania e Grecia che se va avanti così il petrolio adriatico se lo succhieranno tutto loro. E che boicottando l’Eni oggi, boicottando l’Eni domani, dopodomani c’è il rischio che se lo comprino quei liberisti dei comunisti cinesi.

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