Il declassamento di Parma

A Parma di chiuso non ci sono soltanto lo stadio e il teatro. Il Corriere molto scrive sul declino di Parma ma poco spiega. Innanzitutto non è un declino, se fosse solo un declino non ci sarebbe notizia (tutta Italia declina).

A Parma di chiuso non ci sono soltanto lo stadio e il teatro. Il Corriere molto scrive sul declino di Parma ma poco spiega. Innanzitutto non è un declino, se fosse solo un declino non ci sarebbe notizia (tutta Italia declina). Parma sta soffrendo un vero e proprio declassamento, cominciato parecchi anni fa quando la servile sinistra parmigiana svendette alla sinistra reggiana (Prodi e dintorni) la stazione dell’alta velocità. Cerchiamo di essere seri: le città non sono squadre di calcio e quando vanno in serie B non è per motivi di sport ma di trasporti. Roma è Roma perché a Roma tutte le strade portano, Parma era Parma perché a Parma tutti facevano tappa. L’attuale sindaco Pizzarotti è un perfetto sindaco da serie B, uno che potrebbe fare il sindaco di Fidenza o di Guastalla. Tutti ormai sanno, tutti a parte i grillini, che i blocchi del traffico incidono sulle polveri sottili poco o nulla. Quindi cosa fa un sindaco grillino quando le polveri sottili sono alte? Blocca il traffico. E cosa fa un sindaco pauperista, icastico esempio di decrescita felice (la disoccupazione avanza e lui ride) quando lo stadio chiude, il teatro chiude, innumerevoli negozi chiudono? Chiude la città. A Parma di chiuso non ci sono soltanto lo stadio e il teatro, ci sono anche le menti degli amministratori comunali. Lo si sappia.

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