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ArchivioPreghiera

5 aprile 2008

Accusato, tormentato, condannato, sia colui che a Montalcino, per primo, osò piantare Cabernet e Merlot. Bacco che sei in Toscana, non perdonare i produttori di Brunello perché sapevano benissimo quello che facevano quando al posto del Sangiovese, indigeno aristocratico, usavano uva di importazione, dozzinale e vietata. Pensavano di farla franca, pensavano che dopo Zapatero avrebbe prevalso ovunque l’idea che ciò che piace alla maggioranza è giusto. Il Sangiovese è troppo austero per il volgo internazionale, mentre Cabernet e Merlot accarezzano il palato per il verso delle papille. Il volgo vuole bere vino globale però marchiato locale e quei furbacchioni glielo hanno dato, piegando ai desideri la storia, la geografia, la natura, tutto. Si sono comportati come quei politici che sulla convivenza fra due uomini pretendono sia lecito apporre l’etichetta “matrimonio”. Infiniti capri e pecore si divorino quei tralci.

di Camillo Langone

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