Che Dio ci conceda di invecchiare come Solone “imparando sempre nuove cose” e magari come Claude Lévi-Strauss, che oggi compie cent’anni, buonselvaggista in gioventù e poi almeno parzialmente rinsavito. Che il tempo non sia solo perdita e frana, che non si rimanga sempre inchiodati alle idee ricevute a quindici o a vent’anni, che si possa ad esempio, dopo aver valorizzato totem e mascheroni tropicali, pentirsene e scrivere: “Occorre apprendere di nuovo che ogni vera creazione implica una certa sordità all’appello dei valori altrui, fino al loro rifiuto, se non addirittura alla loro negazione”. Che una frase giusta possa far dimenticare tanti libri sbagliati. Che di Lévi-Strauss si leggano e si diffondano le opere tarde, e pazienza se le agenzie di viaggio non saranno d’accordo.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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