Ogni tanto mi invitano a qualche programma televisivo ma bisognerebbe andare a Roma. L’ultima volta, a meno che non fosse uno scherzo, era per sentire la mia opinione sulle attrici italiane che abitano a Parigi. Certamente era uno scherzo. Non ho capito nemmeno il titolo del programma e a dire la verità neppure il nome della rete, ce ne sono tante. Anche quelli della radio pretendono mi rechi sul posto, dicono che il risultato è migliore se chi parla si trova in studio. In tutti i casi declino: solo i ricchi e i romani possono permettersi di andare a Saxa Rubra gratis. Romani sfaccendati che possano perdere una mezza giornata e ricchi fatui che di giornate da buttar via ne abbiano un paio, due giorni di vita per far conoscere a mille o a un milione di persone la propria opinione su Monica Bellucci. Bisognerebbe sentirle, le segretarie di produzione, come cambiano tono di voce quando dico di no. Sono incredule, affrante, non capiscono. Cercano di aiutarmi segnalando l’esistenza di un collegamento aereo grazie al quale riuscirei a rientrare in giornata (“Purtroppo non uso l’aereo”) o di un treno che partendo all’alba mi consentirebbe di arrivare in tempo (“Purtroppo non sono mattiniero”). Appena la piantano mi rimetto a guardare YouTube, la vendetta di noi italici.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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