Matteo Renzi (foto LaPresse)

passeggiate romane

Il centrosinistra segue il principio "scomponi e governa"

Redazione

Renzi ci prova con Mdp partendo dalla carta dei collegi. Le mosse con il centro e il ruolo di Pisapia

Al Nazareno sono convinti che questa coalizione di centrosinistra che sembra partire male, strada facendo invece riuscirà invece a prendere il via. La convinzione del Pd, infatti, è che quando arriveranno dei sondaggi realistici, basati anche sui collegi, una fetta della sinistra (ma anche del centro) capirà che solo l’alleanza con il Partito democratico potrà garantirle un numero sufficiente di seggi. L’attenzione da questo punto di vista è rivolta soprattutto a Campo progressista. Allo stato attuale la maggior parte del gruppo che sta attorno a Giuliano Pisapia preferirebbe andare con Bersani e D’Alema. Anche perché quasi tutti i big di Campo Progressista provengono da Rifondazione comunista dell’epoca di Fausto Bertinotti. Ma quando si renderanno conto che Mdp dovrà prima garantire i suoi colonnelli e generali (che sono tanti) gli uomini di Pisapia capiranno da quella parte non avranno molto spazio né seggi sicuri. Questo, almeno, è il ragionamento che viene fatto al Nazareno.

 

Matteo Renzi, comunque, nell’attesa che Pisapia prenda una decisione definitiva (adesso pende verso Pietro Grasso, ma non è detto che poi sarà quella la sua vera scelta) ha intenzione di impostare seriamente la trattativa sul programma. Per questa ragione ha affidato il compito a Piero Fassino e sempre per lo stesso motivo ha fatto sapere che la “gestione delle liste sarà collegiale”.

 

Mosso da questo intento, il segretario del Partito democratico è pronto a trovare dei punti in comune persino sul Jobs Act. Certo non per rinnegarlo, ma semmai per prendere in esame un problema che anche per lui è un cruccio. Cioè il fatto che in questo ultimo anno non sono più cresciuti i contratti a tempo determinato.

 

E al fine di “tentare” Campo Progressista, ma anche per offrire una sponda ai radicali, Matteo Renzi ha deciso di provare almeno a mandare avanti lo Ius soli, che personalmente lo vede piuttosto tiepido, anche perché i sondaggi rivelano che è materiale incandescente. Ma il Rosatellum premia le coalizioni e per questo motivo al Pd si va avanti.

 

Per contentare invece il partito e per mantenerlo unito, Renzi ha per ora accantonato il tema dei vitalizi. Ma la sua in realtà non è una decisione definitiva. Sempre volgendo lo sguardo a sinistra i dirigenti del Pd hanno fatto sapere di essere anche disponibili a preparare alcuni emendamenti alla legge di Bilancio che potrebbero piacere alla sinistra.

 

Con i centristi non sembrano esserci grandi problemi, benché Ap sia in grande difficoltà perché rischia di spaccarsi. Dentro il Partito democratico serpeggia la tentazione di fare un’alleanza con una parte solo dei centristi, anche per venire incontro alle richieste della sinistra. Potrebbe essere quindi lasciato a piedi Angelino Alfano (Pisapia ha detto più volte che non farà mai un’alleanza con il ministro degli Esteri) mentre potrebbero essere imbarcati sia Beatrice Lorenzin che Pier Ferdinando Casini.

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