L’Italia che se la cava nella pantomima

Un vuoto politico allarmante, con la vita pubblica occupata da polemiche demagogiche. Ma il grigiore che ci circonda non consente nemmeno eccessi di pessimismo

Gian Luca Galletti, Paolo Gentiloni, Carlo Calenda (foto LaPresse)

Gian Luca Galletti, Paolo Gentiloni, Carlo Calenda (foto LaPresse)

Il vuoto politico italiano è effettivamente allarmante. A destra e a sinistra cartelli elettorali, fatti o da perfezionare, che appaiono senza molto senso allo scopo di offrire una proposta di governo responsabile, solida, fondata su idee serie, e un minimo di quella che una volta si chiamava “visione”, cioè l’idea di che paese siamo e come migliorare le cose in un futuro prevedibile, con quali mezzi, con quale blocco sociale riformatore di sostegno. Strisciante secessione da una partecipazione alla vita...

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    14 Novembre 2017 - 14:02

    Esistenziale; 'pantomima esistenziale' è una delle innumerevoli espressioni che fa della Gialappa's una delle poche autentiche interlocutrici di Marcenaro.

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  • lucafum

    12 Novembre 2017 - 21:09

    governare gli italiani non è impossibile; è inutile... (finchè l'articolo 1 verace rimarrà l'antico "tengo famiglia", motto carico di responsabilità; piccine, di corto respiro ed a breve termine, ma pur sempre responsabilità)

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  • r.carletti73@gmail.com

    r.carletti73

    12 Novembre 2017 - 19:07

    Intanto l’era dell’uomo forte come lei Ferrara scrive sapientemente sembra da noi ridursi al lumicino basti guardare a sinistra dove renzi e stretto e tirato per la giacca di qua e di la. A destra Berlusconi parzialmente oscurato da salvini pure i grillini hanno messo defilato grillo ....

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    12 Novembre 2017 - 16:04

    Caro Ferrara - Analisi congrua, pertinente, ineccepibile “A destra e a sinistra cartelli elettorali, fatti o da perfezionare, che appaiono senza molto senso allo scopo di offrire una proposta di governo responsabile, solida, fondata su idee serie, e un minimo di quella che una volta si chiamava “visione”, cioè l’idea di che paese siamo e come migliorare le cose in un futuro prevedibile, con quali mezzi, con quale blocco sociale riformatore di sostegno.” Il nodo è nel fatto che per auspicare un “governo responsabile” è necessario che il governo possa “governare”. La nostra Carta in proposito è grigia, molto grigia. La pantomima nasce da lì. E perpetua il nostro modo d’intendere e fare politica. Non solo, rende anche impossibile un Macron italiano. Come si possano fare paragoni appropriati con Francia e Germania e pure con Spagna e Regno Unito, arcanum est. Ha senso solo si calano nella pantomima. Modesta considerazione di etiopatogenesi politica.

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