Le testate contro la democrazia

La simmetria tra chi sogna di cancellare i corpi intermedi della democrazia e chi sogna di “reagire” contro i giornalisti. La questione è più grande di CasaPound e riguarda un partito che trasforma i cronisti in nemici del popolo. Aprite gli occhi

Le testate contro la democrazia

Foto Matt Deegan via Flickr

Fino a qui siamo tutti d’accordo, no? La testata che il giornalista Daniele Piervincenzi ha ricevuto mercoledì pomeriggio a Ostia da un signorotto della malavita locale non è solo una testata contro un cronista che provava a fare bene il suo mestiere ma è prima di tutto una testata rivolta contro un simbolo della democrazia: la figura del giornalista. E fino a qui tutto chiaro.   Il problema però arriva se allarghiamo l’obiettivo della telecamera, se da Ostia ci spostiamo...

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  • mauro

    11 Novembre 2017 - 21:09

    Giusto, però il Suo titolo mi suggerisce una considerazione, i cui infiniti esempi sono sotto i nostri occhi ogni giorno che passa : è ormai da parecchio che la democrazia non fa che darsi continuamente testate da sola.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    11 Novembre 2017 - 19:07

    Al direttore - Le testate contro la democrazia e le ipocrite testate contro le testate. Tutti a Ostia: Anpi, Emiliano, Bersani, Raggi: i quattro Cavalieri dell’Apocalisse. Ma hanno solo il cavallo verde. Quello della Sinistra sinistra che distruggerà se stessa. Però, non sarebbe ora di chiarire, fuori dai sinedri, che la odierna democrazia di massa non ha niente a che fare con quella ateniese, a cui dice di rifarsi? In primis perché in sostanza, l’ateniese era una “Democrazia diretta”, possibile dato i perimetri limitati della polis, e poi perché, lo sapete, vero, che le cittadine donne, qualunque fosse il loro censo e rango, erano escluse dal voto? Lasciamo perdere il gineceo, le concubine e le etére: categorie femminili “democraticamente istituzionalizzate”. Urge cambiare lemma, sarebbe più aderente: Pancrazia.

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  • lorenzolodigiani

    11 Novembre 2017 - 15:03

    Casa Pound e’ quanto di peggio si possa immaginare. Forse da questo i 5 stelle ci avrebbero salvati. Ed ora si dira’ anche i giornalisti se la vanno a cercare. Restano le colpe e il desiderio di comprendere come ad Ostia si sia arrivati a questo punto.

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  • ilgimmi62@alice.it

    ilgimmi62

    11 Novembre 2017 - 11:11

    Siamo d'accordo? Mah... Un criminale, appartenente a una famiglia pluripregiudicata è e rimane tale. Le testate e le intimidazioni sono sempre censurabili. Ma fa impressione, anche qui sulle pagine del Foglio, la scarsa attitudine alla riflessione su cosa accade al "giornalismo". Avete visto il filmato? Avete notato l'arroganza microfonata - che non giustifica le botte - dell'intervistatore? Qualcuno l'ha pure chiamato giornalismo d'inchiesta. Inchiesta de che? Tutto era già noto, endorsement, ecc. Quindi di quale inchiesta si tratta? Questa idea di giornalismo "alle Iene" per cui se hai un microfono ti senti autorizzato ad andare e entrare ovunque senza chiedere il permesso è il contrappasso del giornalismo d'inchiesta. Eppoi non cercate sempre un pretesto per sbugiardare i grillozzi, che già lo fan da soli - Raggi, Appendino, Di Maio, ecc. Forse una riflessione più approfondita sui colleghi e sulla loro arroganza e faziosità - che Merlo ritiene legittima, mah? - s'imporrebbe. O no?

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