Ostia, la politica e il trono di Spada

Furbizie, automatismi, inciviltà di una campagna elettorale da pazzi

Ostia, la politica e il trono di Spada

L'arresto di Roberto Spada (foto LaPresse)

Mentre Roberto Spada, il malacarne di Ostia, il picchiatore che non pratica la boxe come scienza della determinazione individuale e infatti non assomiglia a un personaggio tormentato di Jack London ma a un burbanzoso Scarface sudamericano, mentre quest’uomo tarchiato e tatuato veniva finalmente portato via in manette dai carabinieri, mentre lui protestava nel suo romanesco storpiato, aspro e canagliesco, intanto, sul pontile sfregiato di Ostia, qualcuno sfondava il vetro di un furgoncino di Sky tv, portandosi via tutta l’attrezzatura per...

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  • carlo.trinchi

    11 Novembre 2017 - 00:12

    Tutti colpevoli nessuno colpevole. Gli Spada, “passata a nuttata”, rimarranno dove sono. Le case popolari gestite, il pizzo e i cazzi loro. Lo stato rimarrà assente e i rappresentanti eletti medieranno per non avere problemi. La Raggi farà lunica cosa che sa fare. La fiaccolata, per poi tutto rimanere come prima. Al bando i politici ma le leggi dove sono? Se il cittadino mariolo per la casa popolare si rivolge agli Spada ma con chi ce la dobbiamo prendere? Con lo stato o gli Spada? Il bordello è ovunque pure nei capi d’importazione dove se ti vogliono arrestare lo fanno e basta. Senza togliere nulla al bulletto Spada ma per arrestarlo si sono inventati la mafia. Lo sfascio è totale. Aiuto.

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  • luigi.desa

    10 Novembre 2017 - 14:02

    Tutto da ridere. In paesi immensi come la Cina Canada USA altri uno scarafaggio per vederlo abbigne usare il microscopio,in Italia nanissima nazione una pulce è vista della grandezza del fratello piccolo del Tirannosaro. Stò Spada più che al Capone. L'esercito a Ostia , i reparti speciali . La mania dei giornalisti di andare con il cono a rompere le palle a gente poco raccomandabile .Le botte le cercano ,a volte poi si cuccano pure la scorta. Il Foglio lamenta che i giornalisti sono insultati disprezzati ed altro .Giustissimo , per metà sono i cani da guardia della democrazia l'altra meta mascalzoni professionali. Leggere ogni giorni molti giornali, vedere certe trasmissioni tv ,ascoltare la radio. Fakes ,manipolazione disinformazione diffamazione e chi ne ne sa di più la racconti su la divulgazione in generale.E che dire di tutto il corredo di macchine del fango sciaccallaggio persecuzione per mesi ed ogni altra schifoseria con cui uomo riesce a colpire uomo. luigi de santi

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    10 Novembre 2017 - 08:08

    Articolo magistrale. Per renderci conto della tragica illusione di un secolo speso ad attribuire alla "Politica partitica" (ideologica ovvero utopistiche astrazioni dalla realtà) un valore onnicomprensivo e superiore a tutti i valori: religiosi, a quelli propriamente civili, culturali e morali. Dalla Presidenza Pertini - eccellente uomo ma "partigiano" ossia di fatto divisore del popolo italiano - in poi, gradualmente abbiamo ridotto la Patria e la nostra Civiltà a "Stato Politico partitico" tutto sottomesso all'ideologia della lotta di partito, soprattutto e disgraziatamente la Cultura e Scuola, la Magistratura, la Pubblica Amministrazione. Così, abbiamo disfatto lo Stato, licenziando gli statisti (trovatemene uno). Siamo alla "disfatta totale", nell' "abominio della desolazione".

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