Francesco Di Pasquale

Altro che Grillo e Di Maio, ecco il vero “re” della democrazia diretta

Paolo Emilio Russo

Francesco Di Pasquale vive a Cancello e Arnone in provincia di Caserta. Dall'inizio della legislatura ha presentato oltre 600 petizioni in Parlamento

Potevano risparmiarsi i VaffaDay, gli apriscatole e pure le piattaforme digitali, con quello che costano. Se gli esponenti del Movimento 5 stelle volevano la democrazia diretta, incidere - realmente - sui lavori del Parlamento, potevano proporre qualche petizione. Pochi lo sanno, meno ancora conoscono il sistema (ancorché semplicissimo) per farlo, eppure “ai sensi dell'articolo 50 della Costituzione tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”. Le petizioni possono essere presentate alla Camera dei deputati o al Senato da qualunque cittadino italiano per posta ordinaria, per fax o per posta elettronica e vengono sempre e comunque annunciate in Aula e poi assegnate ad una commissione parlamentare.

 

Scorrendo il (lungo) elenco delle 1345 richieste d'intervento protocollate dagli uffici del Parlamento dal 15 marzo 2013 in poi, cioè dal giorno in cui si è aperta la diciassettesima legislatura, si può scoprire che il vero "re" della democrazia diretta in Italia non è Luigi Di Maio (da Avellino), e non sono nemmeno Alessandro Di Battista (da Roma) o Beppe Grillo (da Genova), ma è Francesco Di Pasquale (da Cancello e Arnone, Caserta). Ma chi è “Francesco Di Pasquale di Cancello e Arnone”, il cui nome (con luogo di residenza) compare ben 646 volte nel lunghissimo elenco delle petizioni assegnate alle commissioni parlamentari?

 

“Sono stato sindaco del mio Comune, ho militato nel Movimento sociale italiano, scrivo petizioni sin dal 1999, quando Luciano Violante mi spiegò come fare per scrivere delle proposte e farle discutere”, spiega. Da quel giorno, il sessantasettenne del Casertano di discussioni ne ha “accese” moltissime, su quasi tutti i temi: dalle misure generali “a favore degli anziani soli” a quelle più specialistiche per “la tutela previdenziale dei geometri liberi professionisti”, fino ai temi più grillini e antipolitici di sempre, come la petizione per “la riduzione del trattamento economico dei parlamentari, dei membri del Governo e dei dirigenti pubblici”, che è stata assegnata alla prima commissione nel 2013.

 

Ma quale è stata la prima petizione presentata in questa legislatura, del quale è autore proprio il sessantottenne recordman di petizioni? Una per le “misure per il risanamento ambientale dei terreni inquinati della regione Campania, anche per contrastare la diffusione delle malattie tumorali”, assegnata il 14 maggio 2013 alla commissione VIII. Il “capo politico” del Movimento 5 stelle Di Maio c'è arrivato due anni dopo. La sua unica proposta di legge in solitaria depositata ad oggi è finalizzata alla “prevenzione e la repressione dei delitti contro l'ambiente, per la salvaguardia ambientale e per la riqualificazione delle scuole e degli spazi urbani”, che si riferisce proprio ai problemi della “Terra dei fuochi”, è stata presentata il 24 aprile 2015. Il candidato premier grillino ha co-firmato altre 67 proposte di legge dall'inizio della legislatura, un decimo del nostro campione della democrazia diretta. Il signor Di Pasquale straccia - stando ai numeri - anche l'altro leader del M5s, Alessandro Di Battista, che ha presentato nel corso della legislatura tre proposte di legge a sua firma e ne ha co-firmate 80.

 

L'articolo 50 della Costituzione batte sul campo della partecipazione democratica dei cittadini anche la piattaforma Rousseau inventata da Gianroberto Casaleggio e gestita oggi dal figlio Davide, il “sistema operativo” del Movimento fondato da Beppe Grillo. “Ecco le cento proposte di legge degli iscritti del Movimento 5 stelle votate sulla piattaforma Rousseau”, annunciava fiero pochi giorni fa sul blog il “portavoce” grillino Danilo Toninelli. Tra queste c'è un po' di tutto: si va dall'obbligo di vigilanza per i gestori di stabilimenti balneari contro l'abbandono di cicche di sigaretta all'aumento a 700 euro del minimo da cui si può cominciare a pignorare il quinto dello stipendio a proposte “sempreverdi” come sono la riduzione del numero delle Regioni e all'abolizione del Cnel. Cento contro milletrecentoquarantacinque: pure il (buon?) vecchio sito internet del Parlamento batte Rousseau.