Virginia forever

Ostia è un’elezione più importante della Sicilia. Ma nessuno vuole battere la Raggi. Pd verso il ritiro del simbolo

Salvatore Merlo

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Virginia forever

Virginia Raggi sulla spiaggia di Ostia (Foto LaPresse)

Roma. “Questa è una sfida nazionale, più importante della Sicilia, e non trattarla come tale è profondamente sciocco. Il Pd si deve svegliare. Anche Renzi si deve svegliare. Qua in teoria si potrebbe dare un colpo alla Raggi. E invece niente. Dormiamo”, dice Stefano Esposito, senatore del Pd, lui che a Ostia è stato commissario del partito commissariato nella città a sua volta commissariata per mafia. Città, appunto, non quartiere. Con un’estensione di 150,643 chilometri quadrati, poco meno di Milano, e una popolazione di 231.723 abitanti, quasi il doppio di Cagliari e poco meno di Venezia, il X Municipio di Roma è una città nella città. E il voto del 5 novembre, per l’elezione del nuovo Consiglio municipale, lì dove il Movimento 5 stelle prese un esplosivo 75 per cento al secondo turno delle comunali di giugno 2016, è un’elezione di metà mandato per Virginia Raggi, una verifica e un test per la sindaca in difficoltà.

 

Non passa giorno che Grillo non chieda: come siamo messi a Ostia? “Siamo messi molto bene”, sorride Paolo Ferrara, il capogruppo del M5s in Campidoglio, “perderemo qualche voto, probabilmente, ma vinciamo di nuovo. E senza difficoltà”. D’altra parte per il movimento è una corsa quasi senza avversari: si vota il 5 novembre, le liste dovranno essere chiuse a fine settembre, e ancora né il centrodestra né il centrosinistra, incredibilmente, hanno un candidato alla presidenza del Municipio da contrapporre a Giuliana Di Pillo, la candidata di Raggi, lei che in questo enorme, proteiforme municipio da oltre 200 mila abitanti ha vinto le primarie del M5s con soli settanta voti. “Che succederebbe a Ostia, dunque a Roma, se ci fosse un’opposizione organizzata e che fa politica?”, si chiede, polemicamente, Esposito, mentre persino Roberto Giachetti, che del Pd è stato il candidato sindaco a Roma, fa spallucce.

 

Il centrodestra litiga, ma probabilmente entro questo fine settimana avrà finalmente una candidata, Monica Picca, giovane portavoce di Fratelli d’Italia, che cercherà di arrivare, zoppicando, al ballottaggio con il M5s anche con i voti di CasaPound. “Ma se il centrodestra arriva al ballottaggio, i voti di CasaPound un po’ vanno anche a noi”, spiega Ferrara, con l’aria di chi sa che il Movimento gioca facile contro avversari così malmessi, catatonici, addormentati. E il più malmesso è il Pd. L’ultima, tragica riunione su Ostia, tra i giovani dirigenti romani del partito, tra i quali Luciano Nobili e Andrea Casu, gli unici sopravvissuti alle indagini della procura, si è risolta con l’ipotesi finale di ritirare il simbolo del Pd, e di presentarsi con una lista civica. Addirittura. I sondaggi danno il Pd tra l’8 e il 13 per cento. E sparire è anche un modo per non contarsi. “Ci vorrebbe un Rutelli!”, ha esclamato a un certo punto Nobili. E così per qualche giorno, la settimana scorsa, nella massima e spaurita confusione immaginabile, è stata persino accarezzata l’idea di candidare sul serio il povero Francesco Rutelli. A Ostia? Figurarsi se accetterebbe mai. “Se fosse poker, il Pd direbbe ‘passo’”, è la battuta di Andrea Augello, senatore, regista politico della destra romana. Ma anche la destra ha poco da sorridere. “C’è un complotto per farci vincere”, diceva Paola Taverna. E per assurdo continua ad avere ragione. “Solo che non è un complotto. E’ un atto di stupidità”, dice Esposito.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    12 Settembre 2017 - 15:03

    La forza dei 5s è nella immensa sicurezza di se stessi . La stessa che aveva Hitler . Il popolo bue ha bisogno di essere rassicurato da rappresentanti politici che fanno scena . Tronfi ignoranti grossolani non importa ,hanno un che simile alle SS che erano reparti di elìte rispetto ai fantaccini dell'esercito tedesco. Forse è già avvenuto ,ma un dibattito tra l'o. Fiano (Pd) un paciocco e Di Battista (5s) un mezzo eroe dei due mondi è tutto da ridere.

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  • carlo.trinchi

    12 Settembre 2017 - 11:11

    Qui sta la tristezza. Il simbolo rappresenta il passato e del passato il popolo è stufo. Se riproponi uomini nuovi del vecchio simbolo ne pensano peste e corna quindi non ti votano. È assurdo ma è così. Di un partito non basta cambiare gli uomini, a volte è meglio che sparisca. Ostia, se vero, ne è la conferma. I 5S a Ostia come a Roma hanno fatto schifo ma hanno l'attenuante del nuovo anche se poi il nuovo è già vecchio e peggio del vecchio che dicono di non volere. Vallo a capire il popolo se poi gli fai credere e ci credono che meglio di così non si può. È la fine e ci stiamo arrivando.

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