Il saggio ripensamento

Lo stop allo ius soli toglie argomenti forti all’asse Grillo-Salvini

Il saggio ripensamento

Protesta della Lega Nord che occupa i banchi del governo (foto LaPresse)

La decisione di rinviare alle calende greche la discussione in Senato della legge sullo ius soli è stata una decisione saggia. Non esporre il governo a una logorante battaglia parlamentare alla vigilia della presentazione della legge di Bilancio era un’esigenza di evidente buon senso. I ministri, che per disciplina politica insistevano a difendere quel progetto di legge, in realtà speravano, com’è poi avvenuto, che Angelino Alfano togliesse a tutti le castagne dal fuoco. Il costo politico di questa innovazione – tutto sommato modesta – sarebbe stato (e sarà, se ci si intestardirà a riproporla nello scorcio finale della legislatura) assolutamente spropositato. L’impopolarità del provvedimento avrebbe messo le ali alla corsa elettorale della Lega e dei 5 stelle, come se ce ne fosse bisogno.

 

La scelta di Alfano non è stata certamente solitaria, e merita rispetto, proprio perché mette in conto la gragnuola di improperi che verranno dalla sinistra e anche da ambienti non secondari del mondo cattolico. Prendendo atto della situazione senza fare drammi, il Partito democratico ha attenuato la sensazione (assai diffusa, vera o falsa che sia) di non avere a cuore la tenuta del governo, e questo non può fargli che bene. Le distanze dalla sinistra sinistra si allargheranno? Può darsi, ma la tendenza prevalente dopo la scissione non poteva che essere questa, se non altro per giustificare quell’atto di rottura arrogante. Il bilancio di questo “fallimento”, paradossalmente, è un bilancio positivo, che ricuce in qualche modo il rapporto tra istituzioni e cittadinanza, che una forzatura avrebbe invece ulteriormente deteriorato. E se dovremo assistere a un’esibizione di lutto inconsolabile da parte dell’intellettualità che ha firmato il solito appello, questa volta a favore dello ius soli, ce ne faremo una ragione.

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Commenti all'articolo

  • armando.dasdia

    15 Settembre 2017 - 10:10

    A me pare si tratti invece di una invereconda calata di braghe, motivata da una paura di tracollo elettorale che non ha ragione di esistere: si tratta di un provvedimento giusto che riguarda poche persone e, a saperlo spiegare bene, accettabile per qualsiasi persona di buon senso. Fossi in Renzi, anzichè tacere opportunisticamente, io lo porterei al volto in aula e che vada come deve andare.

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  • Giovanni

    13 Settembre 2017 - 12:12

    Era stata già una boiata pazzesca proporlo alla vigilia delle elezioni amministrative: quasi un agguato nei confronti del PD renziano. Sarebbe una altrettanto pazzesca boiata proporlo ora in cui si è alla vigilia delle regionali siciliane (la popolazione che ha maggiormente sofferto il fenomeno migratorio) e nell'atmosfera rovente delle prossime elezioni politiche. A prescindere poi dalla situazione contingente non v'è dubbio alcuno che una legge sullo ius soli spingerebbe ulteriormente i migranti a partire verso i nostri lidi anche in situazioni disperate. Non sono del tutto contrario ad una legge che disciplini la cittadinanza per i migranti in senso più umanitario ma deve essere chiaro che il futuro cittadino deve condividere appieno le nostre tradizioni, il nostro sistema di vita e le nostre regole democratiche e non dovrà essere irreversibile per almeno 10 anni dalla sua concessione.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    13 Settembre 2017 - 10:10

    Che povertà di ragionamento pensare che la mancata discussione della legge sullo ius soli tolga benzina dal motore della Lega. In realtà è una (per adesso) grande vittoria di Salvini e delle persone di buon senso (per una volta la maggioranza) che reputano tale legge perniciosa. E se il PD insisterà in seguito nel tentare di approvarla, non si farà un regalo alla Lega bensì un torto ai cittadini.

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  • fguidotti

    13 Settembre 2017 - 08:08

    Ricapitolando, prima approvare lo ius soli era solo uno strumento del PD per catturare il voto dei “nuovi” italiani. Ora non approvare lo ius soli è solo uno strumento del PD per non perdere il voto dei “vecchi” italiani. Ovviamente populisti sono gli altri….

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