L’orrore della borghesia che trasforma i clown in statisti

Maschere da peronismo digitale. Di Maio e l’idea pazza che il grillismo possa essere altro rispetto a ciò che è

L’orrore della borghesia che trasforma i clown in statisti

Luigi Di Maio a Cernobbio (foto LaPresse)

Negli ultimi due giorni, la partecipazione di Luigi Di Maio al Workshop Ambrosetti ha catturato l’attenzione di una buona parte della classe dirigente italiana. E in molti, ascoltando le parole intense offerte domenica scorsa a Cernobbio dal vicepresidente della Camera, hanno tentato di rispondere a una domanda che avrà una sua centralità anche nel corso della prossima campagna elettorale: quanto è credibile, come candidato premier, il front runner del Movimento 5 stelle? In teoria, la domanda rappresenta di per sé...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    05 Settembre 2017 - 14:02

    Caro Claudio, il tuo scritto mette in evidenza che, se dopo oltre settanta anni dalla sua scomparsa, i lemmi “fascismo e fascista”, sparati a destra e manca come proiettili politici, che trovano ancora spazio mediatico e culturale basato su suggestioni e sentito dire, artatamente suscitati, vuol dire, caro Claudio, che ci meritiamo Grillo e compagnia. Lo sa bene Grillo che incitava: “Votate con la pancia”

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  • guido.valota

    05 Settembre 2017 - 12:12

    Io invece, se fossi parte di un'élite posta di fronte all'ineluttabilità del fenomeno (alimentato primariamente da ignoranza straripante e arrembante, quindi inarrestabile per ora e anche in prospettiva), cercherei di cooptarne/influenzarne i capi. Dato che non si tratta di fenomeni ne' di geni, ma di un mediocre erede, di un clown molto sensibile ai soldi, e di un vice clown che fino a ieri viveva di espedienti, e cambiano idea a ogni giro di vento non esprimendone mai una originale, un bel potere forte di quelli veri non dovrebbe incontrare troppa difficoltà nel condizionarli. Il gregge seguirà.

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  • Giovanni

    05 Settembre 2017 - 12:12

    E' incredibile come la strada che sta portando il grillismo dal partito dei vaffa e del turpiloquio al partito mascherato di perbenismo e di condiscendenza nei confronti dei poteri forti somigli sempre di più a quella del fascismo delle squadracce con le bottiglie di olio di ricino e il manganello che pur di andare al potere si trasformò nel partito delle feluche, del doppio petto e degli ipocriti inchini alla corte di sua maestà. Ma che poi per incompetenza, demente tracotanza e menefreghismo (il "menefrego" era di partito) ci trascinò nel baratro di una guerra mondiale come sodali del folle pervertito tedesco. Vorrei dire "attenti" agli italiani, "non cascateci di nuovo", ma gli italiani amano credere ad imbroglioni, fattucchieri e imbonitori di ogni specie. Preferiscono cadere nel baratro piùttosto che superare le buche di una democrazia imperfetta, spesso urtante ma che tutto sommato ci ha portato ad essere una delle grandi potenze industriali del mondo.

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    • mauro

      08 Settembre 2017 - 09:09

      Dalli al fascismo, moda ancora tenuta in vita per nascondere le magagne. Ma la sua battuta sul menefreghismo è di bassissimo conio. Le masse si fanno turlupinare da che mondo è mondo, dappertutto. Il modo in cui Lei si esprime su un fenomeno storico del quale conosce solo ciò che ha sentito raccontare da un'ideologia ad esso nemica come quella comunista e postcomunista, dominante, fa di Lei un esponente tipico di quelle masse. PS Le generazioni cresciute durante il fascismo e la guerra fecero dell'italia una delle prime potenze del mondo, la democrazia ne ha solo profittato, per giunta sfasciandola.

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      05 Settembre 2017 - 15:03

      Magnificamente detto! Ma non darei troppa colpa agli italiani che si fanno abbindolare: allora come oggi siamo alla mercé purtroppo dell'inettitudine del Re, oggi chiamato Presidente della Repubblica (che da dopo Cossiga sono stati una spina nel fianco della cosiddetta sovranità popolare. Un disastro! )

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  • Silvius

    05 Settembre 2017 - 12:12

    Gentile Cerasa, colgo l'occasione per esprimerLe la mia ammirazione per il Suo lavoro. Mi sembra che si levino sempre più voci autorevoli (anche se sono ancora pochissime) sulla deriva fascistizzante di molte società, non solo della nostra. Bisogna trovare il coraggio di trattare gli imbecillì da imbecilli, e le persone di valore da persone di valore. Ognuno deve farlo nel proprio piccolo, nel proprio quotidiano. Essere tolleranti e bonari con la stupidità (cui nessuno è del tutto immune, per fortuna) è non solo un insulto all'intelligenza, ma ha effetti devastanti sulla tenuta democratica. È sotto gli occhi di tutti, spero non chiusi.

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