Il grande capriccio

Le sbandate dell'accozzaglia referendaria dicono che non esiste alternativa a un incontro Renzi-Cav.

Il grande capriccio

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Dopo l’inverno del grande capriccio, con una maggioranza di italiani che boccia le ragionevoli riforme di Renzi e blocca la sola leadership nazionale emersa dopo Berlusconi, ora tutti a lamentarsi delle conseguenze: governare sarà più difficile, le elezioni dell’anno prossimo sono al buio, la legge elettorale proporzionale non va bene, e intanto un governo “renziano” risolve problemi in un contesto di ripresa che l’opinione pubblica e il sistema dei media stentano ad ammettere. I tedeschi accompagnano con soddisfazione il lungo ciclo di governo della Merkel, i francesi sono alle prese con il jobs act e altre riforme pro mercato e fiscali di Macron, gli spagnoli consentono a Rajoy un equilibrio di minoranza parlamentare e noi siamo alle prese con la nostra piccola Brexit del 4 dicembre scorso, errore meno fatale ed epocale ma non meno capriccioso di quello britannico. Nessuno avrà il coraggio di ammettere che la famosa accozzaglia referendaria si è liberata di un nemico immaginario, ha celebrato i fasti di una improvvisa ondata di antipatia, ma non ha da dire molto al paese. Viviamo il paradosso di successi negati per tigna, per ipocondria, e mentre il Pd sconta la grave onta di aver fatto il suo mestiere per cinque anni a partire dal 2013, tra scissioni e mucche nel corridoio, lasciamo galleggiare come sugheri coalizioni politiche impossibili come il centrodestra da Berlusconi a Salvini e la combriccola casaleggiana che illustra il paese dei suoi disastri e della sua incompetenza. 

 

L’unica prospettiva credibile appena, ma l’unica allo stato, così, senza maggioritario né ballottaggio, è quella di un governo di coalizione nello stile della vecchia Repubblica dei partiti, una sorta di nuovo centrosinistra da Berlusconi a Renzi, ma nessuno è in grado o ha voglia di lavorare in questa direzione. Sarebbe una novità nel segno del realismo, no? Ma bisognerebbe spiegare che il patto del Nazareno aveva sbloccato la vita nazionale, ci aveva tirato fuori dall’inefficace cacciavite di Enrico Letta, dalle fumisterie di Bersani, dalla consegna dei berluscones all’impotenza rancorosa, e aveva prodotto un governo di tre anni che si è infranto contro la dissoluzione occasionale del patto, in un gioco di ripicche e capricci.

 

I dati sulla ricchezza nazionale, la dinamica finanziaria non proprio virtuosa ma non così scadente, e sull’occupazione ai livelli precedenti l’inabissamento del 2008 parlerebbero, insieme a molti altri segni, in favore di una presa d’atto: con il Nazareno siamo usciti dal montismo-lettismo, che è stato una stagione tecnicamente pregevole e molto utile ma politicamente intraducibile in qualsivoglia maggioranza, e alla fine, malgrado i capricci, con i Gentiloni, i Minniti e i Calenda siamo rientrati in un gioco di soluzioni efficaci dei problemi nell’Europa a quattro, cooperativa, che si profila e non ci esclude. Poi se vogliamo far finta che il sistema maggioritario si possa resuscitare, che sarà una battaglia di leadership come nel passato quella delle prossime elezioni e che il populismo è altro che non una perdita di tempo e di energia, accomodiamoci pure. Saranno altri inutili capricci, e molto infantili. 

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    03 Settembre 2017 - 19:07

    Al direttore – Gli sciamani del 60%, sono gli stessi che erano ferocemente avversi al Nazareno. Subornati, sfruttando i loro infantili istinti barricadieri, dal blocco trasversale degli immobilisti intellettuali, politici, sociali e del M5S. Tutti soggetti che avevano a disposizione robusti poteri mediatici e d’interdizione. Il Nazareno: eccellente mossa politica in sé, sottintendeva uno suo logico sbocco: devastante per tutti i nuovi e vecchi immobilisti d’Italia e, non aveva gambe proprie per sfuggire al clima ostile che lo circondava e ai puntuti trabocchetti mediatici e di palazzo. Bastò un artificioso “non sense” per farlo naufragare. Il dramma infinito della nostra realtà politica si può sintetizzare: qualsiasi maggioranza di coalizione, altro non è possibile, scaturirà dalle politiche, dovrà calarsi nelle sabbie mobili degli attuali assetti costituzionali e istituzionali, Restare immobili è l’unica cosa utile, se ti muovi affondi. L’ingovernabilità, sorniona, annuisce.

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  • carlo.trinchi

    02 Settembre 2017 - 17:05

    Si farà ma non si dice. È nelle cose della politica italiana voluta come la vediamo. Un Grillo, forse arrivato primo che andrà sull'Aventino del non compromesso. Un Salvini forse terzo che non ha storia oltre le ragioni inoppugnabili dello sfascio migratorio, un PD renziano forse secondo ma senza i numeri ed una FI che lancia la fune e aiuterà a formare un governo di coalizione dalla sopravvivenza incerta, se non avrà programmi e numeri veri e affidabili per agire. Non vogliamo una legge elettorale che fa governare? Bene, faremo le solite nozze con i fichi secchi e basterà, come in passato, che si elegga senza condivisione un Mattarella di corrente e saremo punto e a capo. Lei Direttore è un realista ma a volte la realtà ha il limite, a distanza, dell'ingovernabilita'. Un governo PD-FI potrebbe avere una logica solo in una fusione che si rapporti dopo, in 5 anni, con la realtà del mondo e dei suoi problemi, che non sono più destra-sinistra ma logica di mercato e voglia di sopravvivere.

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  • DBartalesi

    02 Settembre 2017 - 14:02

    Il partito del buon senso e quello del buon sesso...Make sense, have sex, ...why not?

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  • giantrombetta

    02 Settembre 2017 - 11:11

    Quanto a capricci, caro Giuliano, oso credere e pensare, per tutto ciò che di te e so (tutto il bene e l'ammirazione devota) avendoti conosciuto e letto per un numero di anni ahimè diventato lunghissimo, che anche tu convenga che il più capriccioso dei due non e' stato il vecchio ma il Baby, amabilmente da te battezzato Royal. Bravo ragazzo, s'intende, ma forse un po' troppo ragazzo. Le tue conclusioni, come sempre, sono illuminanti e condivisibili. Nei mesi scorsi lessi interviste del Cav. da cui trapelava che alla fin fine egli la pensasse come te rispetto al futuro governo figlio dell'attuale precario e pericoloso stallo elettorale. Non mi e' parso di capire fino ad ora che Renzi fosse in sintonia con te. Ed infatti tace ma manda il suo capogruppo Rosato a dire in Sicilia che il ticket Renzi/Alfano ha valenza strategica nazionale. Con il risultato che in Sicilia sarà quasi certamente un testa a testa I grillini ed i variegati berluscones. Pd terzo dopo 5 anni di governo.

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