Violenza sugli anziani

I “giovani quarantenni” che hanno conquistato il Pd secondo Vincenzo Visco

Violenza sugli anziani

Vincenzo Visco (foto LaPresse)

La discussione che precede la stesura della legge di stabilità, con la gara a tirare la coperta corta delle risorse verso i giovani o verso i pensionati, ha riaperto il dibattito sul conflitto generazionale. Quella della lotta di classe anagrafica è una questione seria, che riguarda la perdita clamorosa di reddito e patrimonio subìta dai giovani negli ultimi venti anni e l’aumento di benessere e ricchezza sperimentato dai più anziani. Un problema di redistribuzione delle risorse che, se da un lato ha protetto i pensionati dalle turbolenze della globalizzazione e dei cicli economici, ha lasciato chi lavora e chi vorrebbe farlo in balìa degli scossoni della crisi economica. Ma la politica continua a guardare al proprio ombelico. Un esempio è l’intervista a Repubblica di Vincenzo Visco, ex viceministro dell’Economia e pezzo grosso di Mdp: il dibattito giovani-anziani, dice Visco, “è mal posto. E non mi sorprende che venga da un partito che ha portato nell’attuale dirigenza il tema della rottamazione: un violento take over di giovani quarantenni contro anziani”. La frase di Visco è rivelatrice del modo di pensare di una parte della classe dirigente di questo paese, sia rispetto ai giovani sia rispetto ai meccanismi democratici. Perché solo una classe dirigente profondamente gerontocratica può usare un ossimoro come “giovani quarantenni” – nel resto del mondo a quell’età non si è considerati dei bambinetti – e solo una classe dirigente non propriamente democratica può definire i congressi e le primarie del Pd, vinti ripetutamente da Renzi, un “violento take over”. Il giochino dei giovani contro gli anziani (solidarietà a Bersani e D’Alema) è un gioco che serve a nascondere una verità che forse Visco non riesce ad ammettere. Al centro dello scontro politico a sinistra non c’è una battaglia tra giovani arroganti e vecchi saggi ma c’è lo scontro tra due idee diversa: da un lato la sinistra di governo, dall’altro la sinistra di rappresentanza. Anche Visco a quanto pare sembra aver optato per l’opzione numero due.

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