De Magistris con Maduro (tutto torna)

Il sindaco di Napoli appoggia il regime che ha “scassato” il Venezuela

De Magistris con Maduro (tutto torna)

Luigi De Magistris subito dopo la riconferma a sindaco di Napoli (foto LaPresse)

Finora, nella comunità internazionale, non sono stati molti i paesi che hanno riconosciuto la stretta autoritaria del regime venezuleano, pochissimi se si considerano quelli democratici. Nell’elenco di stati che hanno sottoscritto la dichiarazione in “appoggio al Venezuela bolivariano e in rifiuto di qualunque forma di intervento straniero nei suoi affari interni” ci sono Cuba, l’Iran, il Vietnam, la Corea del nord e poi Bielorussia, Laos, Eritrea, Guinea, Zimbabwe, Siria, Sudan, Burundi, Gibuti e i paesi del Golfo. A teocrazie, regimi militari, dittature comuniste e petromonarchie, si è aggiunta la Napoli di Giggino de Magistris. Il Giornale ha pubblicato un comunicato del ministero degli Esteri venezuelano su un incontro tra il presidente del Consiglio comunale partenopeo Sandro Fucito (del partito dell’ex magistrato) e la console venezuelana, per esprimere solidarietà al regime di Maduro: “Il presidente del Consiglio, Alessandro Fucito – recita il comunicato – ha ribadito la sua richiesta di dialogo e di pace in Venezuela. Egli ha anche esortato le organizzazioni internazionali a riconoscere la legittima elezione dell’Assemblea Costituente in Venezuela e per rispettare la volontà di oltre 8 milioni di venezuelani”. L’Assemblea costituente è la mossa con cui il regime socialista ha liquidato il Parlamento venezuelano, prima di rimuovere la procuratrice generale e dopo aver arrestato gli oppositori politici e represso nel sangue il dissenso di una popolazione alla fame. Non si tratta di una novità politica. Da tempo De Magistris è un supporter del chavismo. Solo un paio d’anni fa riceveva a palazzo San Giacomo l’allora ambasciatore Julián Isaías Rodríguez (ora ai vertici del regime) e l’intesa politica era talmente forte che, dopo che De Magistris ha detto di voler essere ricordato come il Che Guevara di Napoli, la console venezuelana si è messa a cantare “Hasta Siempre Comandante” davanti a un quadretto del rivoluzionario argentino poggiato sulla scrivania del sincaco, con applausi scroscianti del pubblico. Da allora la situazione in Venezuela è sempre più catastrofica, dal punto di vista economico, democratico, sanitario e umanitario. Ma De Magistris è sempre dalla parte di Maduro, che ha attuato a Caracas le parole d’ordine di Giggino per Napoli: “Abbiamo scassato tutto!”.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    11 Agosto 2017 - 18:06

    De Magistris e Maradona sono semplicemente la coppia perfetta. Dio li fa, li accoppia, e poi li manda a Napoli.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    11 Agosto 2017 - 17:05

    Al direttore - Se i napoletani elettori lo riconfermassero, il motto: "Vedi Napoli e poi mori" sarebbe il manifesto politico/programmatico più calzante e congruo per l'amministrazione giggina.

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  • mario.patrizio

    11 Agosto 2017 - 12:12

    Mi scuso per la reiterazione. Premetto che ho rispetto per ogni forma di dissenso sintomo, a parer mio, di voglia di fare se contenuto nel recinto delle regole condivise o, per gli amanti della più bella del mondo, per il suo dettato. Ma questo tipo, stabilito che le sparate di cui è protagonista le faccia ora, da politico, ma che non potevano essergli estranee prima, da magistrato, è il fallimento di un criterio che ritiene il concorso strumento per la selezione improntata a criterio di equità perfino in magistratura. Si dirà, quando l'hanno capito il sistema ha reagito ma non mi pare un bel funzionamento consentire ad un rivoluzionario di far prova di rivoluzione in un potere dello stato.

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  • giantrombetta

    11 Agosto 2017 - 09:09

    A proposito della costituzione più bella del mondo, c'era una volta tale on. Andreotti che ricordava a governatori di regione e sindaci che la politica estera del Paese era costituzionalmente di pertinenza esclusiva del governo e della Farnesina. Se del caso intimando ai prefetti di farlo presente agli amministratori locali immemori o stravaganti. L'Italia era un paese ordinato?

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