Cosa far leggere a un avversario politico

Padoan, Boschi, Calenda, Martina, Madia, Lorenzin, Appendino, Sala, Brugnaro, Maroni, Carfagna, Brunetta, Gori e altri. Abbiamo fatto un test: tre libri da regalare agli avversari. Il gioco ha funzionato. E le risposte sono dei piccoli manifesti politici

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

Cosa far leggere a un avversario politico

Una scena di "Don Camillo e l'onorevole Peppone" (foto via DailyMotion)

Diceva Elias Canetti, grande scrittore e saggista bulgaro naturalizzato britannico, vincitore del premio Nobel per la Letteratura nel 1981, che nei libri che ciascuno di noi ricorda c’è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato. Canetti aveva naturalmente ragione ma il suo famoso aforisma potrebbe essere utilizzato anche in un modo più estensivo, con una formula che ci permette di avventurarci su un terreno diverso: nei libri che ciascuno di noi consiglia c’è la sostanza di quello che si...

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  • NicolasGomezDavila87

    11 Agosto 2017 - 16:04

    Ma perché dovrei farmi consigliare libri dai politici quando potremmo e dovremmo semmai consigliarglieli noi? Io ne avrei almeno cinque: Jean Daniélou, 'L'orazione, problema politico'; Eric Voegelin, 'La nuova scienza politica'; Joseph de Maistre, 'Scritti politici'; Arnold Toynbee, 'A Study of History'; Oswald Spengler, 'Il tramonto dell'Occidente'. Chissà che non imparino cosa significhi DAVVERO prendere decisioni politiche avendo senso della storia e dei suoi cicli nonché avendo in testa progetti e visioni di lunghissimo periodo?!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    11 Agosto 2017 - 15:03

    Caro direttore - Lei è cattivo. Il benefico cattivo indispensabile per far capire a quelli che hanno voglia e capacità di capire, che il mestiere di "politico" si regge solo sull'esercizio e sulle trame delle Novelle del Bandello e sul mix del Decamerone e dei Racconti di Canterbury. Noto che nessuno ha consigliato a nessuno, né Renzo De Felice, né François Furet

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  • luigi.desa

    11 Agosto 2017 - 12:12

    A leggere l'articolo i nostri politici sono grandi acculturati .In pratica degli intellettuali border line. Peccato che poi quando li ascolti alla tivvù sembrano tutti acculturati quanto il ministro Fedeli che tutto sa per aver frequentato la alta scuola Cgil. Allora i nostri politici sono ben acculturati ma manca loro ,a leggere i titoli preferiti, una netta profonda cultura storica in particolare del loro paese. A tutti per colmare gravi lacune consiglio " Storia di Italia 1861-1958 di Denis Mack Smith. Inglese .Una garanzia. A leggere con attenzione , è apparente la data finale 1958 poichè nei successivi anni dal 1958 ad oggi le vicende politiche economiche sociali e sindacali si ripetono come una eterna litania. Nell'Italia del secolo XIX c'è l'Italia in fotocopia del secolo XX. Altro che corsi e ricorsi un ora pronobis infinito.

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