Sicilia, modello di deriva confusionaria

Un conto è la regione, un altro la nazione. Il centrodestra e il rischio listone

Sicilia, modello di deriva confusionaria

Silvio Berlusconi alla kermesse di Forza Italia a Palermo (foto LaPresse)

Secondo i sondaggi, c’è una possibilità non remota che un’alleanza di centrodestra possa affermarsi nelle prossime elezioni siciliane. Per le elezioni regionali, come è noto, non è indispensabile che ci sia sintonia su materie complesse, a cominciare dal rapporto con l’Europa o la scelta tra protezionismo e libero mercato, che attengono essenzialmente alla politica nazionale. Si può anche dire che la Sicilia è da tempo amministrata (male) da coalizioni piuttosto casuali e che quindi non si può pretendere dal centrodestra una svolta che anche gli altri non hanno saputo imprimere.

 

Però, per il rilievo oggettivo di quella regione e per il fatto che quelle consultazioni precederanno di pochi mesi quelle nazionali, si può prevedere che una vittoria ottenuta anche con un’alleanza scombiccherata verrà preso a modello per il confronto nazionale, lasciando da parte sull’onda dell’eventuale successo il problema di dotare la coalizione moderata di un minimo di coerenza politica e programmatica.

 

Silvio Berlusconi sembra convinto, ancora una volta, dell’esigenza di contrastare gli avversari e che il pragmatismo necessario per affrontare i problemi permetterà di evitare un confronto preventivo e stringente sulle scelte di quadro generale. Eppure dovrebbe essersi reso conto proprio dalle sue esperienze di governo che questo non basta, e in particolare non basterà ora che il quadro politico è più complesso di quello caratterizzato dal bipolarismo dei suoi tempi.

 

Insomma, c’è da temere, se così si può dire, che una vittoria o un successo ottenuto solo per demeriti altrui spinga in una direzione sbagliata. Per esempio il fatto che, in Sicilia e non solo, il Pd stia persino peggio del centrodestra spiega, ma non giustifica appieno, questa deriva confusionaria.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    09 Agosto 2017 - 15:03

    Sta vedere che adesso Berlusconi dovrebbe buttare all'aria una possibile vittoria in Sicilia perchè a qualcuno non piace in ambito nazionale la coalizione con cui la otterrebbe. Che poi la coerenza politica e programmatica esistono eccome: no Cirinnà, no Ius soli, contrasto effettivo all'immigrazione clandestina, flat tax, prima gli italiani ecc. Può esserci qualche divergenza su come riformare l'UE e sull'euro, non sul fatto che debbano essere riformati, ma eventualmente sia il pragmatismo di Berlusconi che quello di Salvini (che naturalmente su queste colonne verrebbe visto come una calata di braghe) consentiranno di gestire la situazione.

    Report

    Rispondi

Servizi