Il film del disastro. La sinistra senza speranza raccontata comunicato dopo comunicato

Pisapia sì, Pisapia boh, Pisapia no. Lo spassoso dramma della sinistra a sinistra del Pd fotografato senza filtri con le parole della sinistra

Il film del disastro. La sinistra senza speranza raccontata comunicato dopo comunicato

Foto LaPresse

Fratoianni è sospeso e perplesso

“Dopo aver sentito Giuliano sono in uno stato di sospensione, mi ha lasciato un po’ perplesso. E’ mancato un significativo sforzo di chiarezza. Non ho sentito su un singolo tema proposte radicalmente alternative alle politiche portate avanti dal Pd in questi anni. Se l’intervento di Bersani è stato molto positivo nel merito, Pisapia si è limitato a tracciare un elenco di temi senza mai lasciar neppure intravvedere la svolta necessaria. I leader non si inventano. O si scelgono in modo democratico o ci sono perché sono in grado di convincere tutti per la giustezza della loro proposta”. (Nicola Fratoianni, 2 luglio)

 

La leadership è di Pisapia

“Se il meccanismo sarà tarato sul sistema proporzionale questo sistema ha tanti difetti ma ha un vantaggio, non pretende il capo. Comunque la leadership è di Pisapia”. (Pierluigi Bersani, 3 luglio)

 

L’unità è il fine

“Nessuno ha chiesto a nessuno di sciogliersi. Il Movimento non è il nostro fine. Il nostro fine è costruire un soggetto che sia il più grande e il più forte possibile in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e non solo. Il nostro obiettivo non è fare un cartello elettorale ma costruire una nuova e grande forza politica”. (Roberto Speranza, 10 luglio)

 

Il campo largo di Speranza

“Non si tratta di sciogliere nulla ma di costruire una cosa più grande, un nuovo centrosinistra e un campo largo. Penso non a un cartello elettorale ma a una nuova soggettività forte e autorevole per coprire uno spazio vuoto, un nuovo centrosinistra largo. Noi lavoriamo a una nuova soggettività politica per provare a tenere insieme più forze. Il rapporto con Pisapia è da costruire, dobbiamo costruire un campo attrattivo, fare una proposta sfidante per il Pd e per le altre forze della sinistra. Il punto di arrivo è non un semplice cartello elettorale ma una nuova forza”. (Roberto Speranza, 11 luglio)

 

La cabina di regia

“In questa fase è certamente necessaria una ‘cabina di regia’, un coordinamento che però non deve rispondere a criteri di chiusura da piccolo Manuale Cencelli, ma sappia essere direttamente espressione delle tante e diverse anime che intraprendono con noi questo cammino. Non siamo Insieme per costruire un cartello elettorale, ma un soggetto politico che coinvolga quanti più mondi possibili e che sappia dare spazio a nuovi protagonisti, partendo anche da un necessario ricambio generazionale. Questo lavoro sarà tanto più forte quanto più saprà valorizzare le tante amministrazioni locali e le realtà sul territorio che hanno dimostrato unità sui contenuti e sulle modalità di impegno politico” (Campo Progressista, 12 luglio)

 

Programmi, non pugnette

“Va rovesciata la piramide, basta parlare di personalità e poi di programmi innovativi di governo. Partiamo dall’agenda per unire le personalità, tra le quali Giuliano Pisapia può essere rappresentativo di un campo ampio alternativo al renzismo”. (Roberto Speranza, 13 luglio)

 

A Rossi non piace Speranza

Roberto Speranza ammette che nel febbraio del 2014 riconobbe a Matteo Renzi di essere un elemento positivo di rottura per imprimere una svolta, rispetto a Enrico Letta, al governo del Paese. Enrico Rossi però non approva. “Sono andato a rivedere il mio post in occasione della direzione nazionale che dette il via libera a Renzi a palazzo Chigi: allora dissi che non avrei partecipato, e che mi sembrava solo una lotta di potere incomprensibile”. (Enrico Rossi, 14 luglio)

 

A D’Alema piace la speranza

Giuliano Pisapia ha fatto fare “un salto di qualità nel percorso di un soggetto politico di centrosinistra”, è “un leader” che genera “speranza”. (Massimo D’Alema, 14 luglio)

 

Fratoianni cerca Civati

“Dimmi luogo, data e ora. Io ci sono”. Così il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni risponde a Pippo Civati che stamani ha rivolto un appello a Bersani, Speranza, Pisapia e Fratoianni per un incontro in settimana “per definire insieme un percorso comune e per definire le sfide della sinistra” (Nicola Fratoianni, 17 luglio)

 

La sinistra vuole procedere Insieme

“Riguardo ad alcune ricostruzioni stampa, sottolineiamo che riguardo a ieri fa fede solamente la nota congiunta redatta da Giuliano Pisapia e Roberto Speranza riguardante l’incontro avuto e le dichiarazioni di soddisfazione espresse direttamente da Pisapia ai cronisti in merito a tutti gli appuntamenti della giornata. Una giornata concretamente proficua, caratterizzata dalla fattiva convergenza di vedute sulla strada da percorrere per unire le posizioni di chi guarda a Insieme come il campo per ricostruire una casa per il popolo del centrosinistra”. (Campo Progressista, 20 luglio)

 

Giuliano, rispondi a Pippo

La “cabina di regia” di Insieme “dovrà essere rappresentativa della politica ma anche di personalità, di esperienze non partitiche. E’ fondamentale che questa partenza si rivolga alle altre forze di sinistra, a iniziare da Possibile, che ha scritto a Pisapia, il quale non gli ha risposto e non va bene”. (Enrico Rossi, 21 luglio)

 

Giuliano, non toccare la Boschi!

“Giuliano, quella foto con Maria Elena Boschi ha fatto storcere a un pezzo del nostro mondo”. (Roberto Speranza, 23 luglio)

Speranza cerca un nuovo centrosinistra “Non mi preoccupano le schermaglie e le polemiche lontane dalla vita delle persone. Il 1° luglio ha rappresentato il punto di partenza di un progetto decisivo per il futuro dell'Italia. L’obiettivo di Articolo Uno è costruire un nuovo centrosinistra largo e di governo che metta al centro il lavoro e l’equità sociale, in discontinuità netta con le politiche sbagliate degli ultimi anni. Serve all’Italia una nuova forza radicata sul territorio e non costruita nel chiuso delle stanze romane. Guardare al futuro significa operare per la più significativa partecipazione popolare al processo costituente che ci vede protagonisti. Noi andiamo avanti su questa strada”. (Roberto Speranza, 25 luglio)

 

Pisapia s’è scocciato

“Io non faccio la bella statuina di Renzi ma nemmeno di D’Alema. Non mi faccio manovrare da nessuno. Non ne posso più di Mdp e dei loro attacchi strumentali. Basta, ora mi hanno proprio scocciato”. (Giuliano Pisapia, 26 luglio)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Luglio 2017 - 14:02

    Beh, sinteticamente: la sinistra descritta, i rimandi evidenziati, da Fratoianni a Bersani, da D'Alema, a Speranza e prezzemolo vario, si può, anzi si deve descriverla così: "Un volgo disperso che nome non ha"

    Report

    Rispondi

  • luigi.desa

    27 Luglio 2017 - 13:01

    Pisapia rifondarolo e sessantottino è rimasto rifondarolo e sessantottino ha solo cambiato maschera . guradandosi allo specchio sin da giovine si è detto " oh che bella faccia perbenina che ho.Posso commettere qualunque peccato ma con la mia faccia ,olè!

    Report

    Rispondi

  • guido.valota

    27 Luglio 2017 - 12:12

    Vince Bersani per distacco. Da tenersi la pancia per le risate. D'altra parte uno mica diventa dirigente comunista per caso.

    Report

    Rispondi

Servizi