D'Alema premier? Sì

Adesioni all'appello del Foglio per Max candidato. Penati: “A certe condizioni anche io lo sosterrei”. Romano: “L’ex premier ha deciso che il capotavola di Mdp è dove si siede lui, ora si candidi”

D'Alema premier? Sì

Massimo D'Alema (foto LaPresse)

Roma. Il Conte Max candidato in Parlamento? Ma no, perché limitarsi a un seggio qualunque di Gallipoli. D’Alema deve essere quantomeno candidato premier. Aumentano le adesioni all’appello del Foglio per lanciare la candidatura del cofondatore di Articolo1-Mdp alla guida della sinistra italiana. Arriva anche la firma “pesante” di Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano: “La rottamazione renziana è stata selettiva, a senso unico e verso la componente ex comunista è stata feroce”, dice Penati al Foglio. “Io però non credo che il progetto di rifare una forza coalizionale sul modello dell’Unione di antica memoria sia ciò che serve alla sinistra e al paese. Una forza che ha nel segno, non più dell’antiberlusconismo ma dell’antirenzismo, il suo collante. Ero riformista nel Pci e rimango convinto che ciò che manca da noi è un partito laico del riformismo socialista e liberale sui modelli europei più avanzati. Se D’Alema avviasse un processo con questi connotati non esiterei un attimo a sostenerlo”. 

 

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Concorda anche Andrea Romano, deputato del Pd e direttore del neonato quotidiano online Democratica, nonché ex direttore scientifico dal 2005 al 2009 della fondazione dalemiana Italianieuropei: “Per usare una sua storica espressione – dice Romano al Foglio – D’Alema si è messo a capotavola di Mdp e ha di fatto egemonizzato il nuovo partitino con il suo viscerale antirenzismo. E’ dunque giusto che questo suo ruolo venga formalmente riconosciuto dalla nuova formazione con un ruolo di leadership anche formale: non si tiri indietro, si assuma fino in fondo le proprie responsabilità”.

 

D’altronde, come sottolineava il Foglio nel suo editoriale di lancio della candidatura del Conte Max, i tempi sono diversi: l’ultima volta che D’Alema ha provato a misurare il suo consenso è stato qualche anno fa in Puglia quando si è candidato all’assemblea nazionale del Pd perdendo le primarie contro Ivan Scalfarotto. mentre “oggi il mondo è cambiato. Oggi c’è una maggioranza silenziosa pronta a chiedere a Massimo D’Alema di verificare in prima persona se il suo amichevole progetto di distruzione del Pd ha davvero un senso oppure no”. Anni fa D’Alema “diceva di essere un uomo di sinistra ragionevole che cerca di impegnarsi per il bene del paese. Dopo anni passati a distruggere le leadership della sinistra, è arrivato il momento di capire se chi sostiene la necessità di creare una nuova sinistra ha il coraggio di arrivare fino in fondo”.

 

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Tea Albini, volto storico della sinistra fiorentina, vicina a D’Alema da tempi non sospetti, oggi deputata di Mdp, dice però che anche l’ex premier ha fatto il suo tempo. Certo, aggiunge, “non farebbe peggio di altri...”. “Credo però che ogni stagione dia i suoi frutti. Non sono in discussione le sue capacità, ma nonostante io sia una sua estimatrice penso che servano forze nuove che si pongano in prima linea ai massimi livelli. Insomma, non credo che sia lui la persona su cui puntare. Poi però in politica tutto è possibile. Chi mai avrebbe pensato che Gentiloni potesse diventare premier? Se me lo avessero detto quattro anni fa non ci avrei creduto. Quindi mai dire mai...”. Aderisce pure Ernesto Carbone, deputato renziano, che recentemente si è rotto un braccio in moto fingendo di avere ancora vent’anni. “D’Alema candidato premier e – aggiunge scherzando – Carbone al Moto Gp, ci sto”.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    20 Luglio 2017 - 09:09

    A Penati farei soltanto presente che non mi pare il popolo sovrano abbia negli ultimi anni riservato vincente e felice sorte ai ".grandi" partiti socialisti cosiddetti riformisti in quasi tutti gli angoli d'Europa. Insomma il Pse, di cui il Pd fa parte, non sembra al momento godere di buona salute politica, e ciò malgrado la sua Fondazione, fucina culturale di elaborazione di grandi progetti politici riformatori, sia stata fino all'altro giorno autorevolmente presieduta dall'on. D'Alema.

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