La patologia dell’assalto grillino

Da Roma alla Sicilia. Che i partiti vadano verso il disastro senza approntare difese, sollecitando anzi le truppe che scaleranno le loro mura sbrecciate, non stupisce più. La vera questione è: perché? La risposta è qui: nel paradigma Crocetta-Marino

La patologia dell’assalto grillino

Foto LaPresse

La Sicilia ai grillini per adesso è nelle cose. Crocetta sta a Marino come Cancelleri sta alla Raggi. E l’assenza di idee e uomini o donne per risalire la china profonda in cui si sono inabissati i partiti democratici è palese, ed è tardi naturalmente, e nessuno suona la tromba dell’allarme. Oltre tutto l’unica opera politica grande e fantozziana del comico genovese è stata l’attraversamento a nuoto, con le pinne la maschera, dello stretto di Messina. Poi è bastata la paletta, con relativo secchiello, per raccogliere l’entusiasmo ingenuo del popolo umiliato e al tempo stesso nutrito dal sistema di prebende, malaffare e malamministrazione che caratterizza da decenni il governo di quella stupenda e sventuratissima isola. Ma il paradigma Marino-Crocetta è decisivo. Ci penseranno poi i siciliani stessi, in men che non si dica, a rovesciare l’altare della Vittoria nella goduriosissima farsa che già si annuncia. E sarà il paradigma Raggi-Cancelleri la morte politica del fenomeno più risibile, addirittura grottesco, della politica europea del nostro tempo (solo Trump li batte, i grillozzi). Sempre che la classe dirigente della buttanissima Sicilia, secondo la lectio di Buttafuoco, non provveda a sistemare le cose, male malissimo, prima del fausto evento. In qualche modo, non importa come.

 

I Marino e i Crocetta sono figurine tipiche di una democrazia che si consuma nell’inedia. Vengono più o meno dalla società civile, il loro apprendistato politico è tonitruante e vuoto come una campana, non dispongono di stabilità psicologica, non sanno cosa voglia dire un programma, un sistema di alleanze, un protocollo istituzionale persuasivo, un rapporto decente con l’elettorato, navigano al largo della realtà, non conoscono la storia, vivono del riflesso del loro ego e del rumore del loro nome o della loro nomea, creano illusione, paiono eccellenze, e alla fine si vede come in Italia le eccellenze siano invariabilmente mediocri. Trionfano in un clima di assedio dei barbari e di guerra civile strisciante, come gli imperatori della decadenza a Roma, combinano nulla e promettono un altro mondo possibile. Presto vengono smascherati e cadono vittime di congiure che ordiscono loro stessi e i loro consigliori. Corrispondono perfettamente a situazioni in cui la politica si fa irreale anzi surreale. A Roma c’è il Papa, in Sicilia i semidei della Magna Grecia, che volete che importino il sacco dei lanzichenecchi o dominazioni esterne, la città eterna e l’isola che non c’è sono compatibili con qualsiasi bizzarria della storia. Tutto gli passa sopra come olio sul marmo. Che i partiti vadano verso il disastro e la rovina comune senza approntare difese, anzi sollecitando le truppe che scaleranno le loro mura sbrecciate, e funzionando da quinte colonne di un regime in decomposizione, questo non stupisce più nessuno. L’assalto grillino non è più politica, è natura, patologia di un sistema immunitario svanito. Non imputate nulla al popolo che li ha votati o li avrà votati, e subito dopo li ha irrisi o li avrà irrisi. Il popolo in queste cose c’entra poco. C’entrano qui ceffi patibolari che fingono di rappresentarlo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    11 Luglio 2017 - 08:08

    Se metti il naso fuor di Sicilia e nel viaggio verso Roma fai una sosta a Napoli, ti capita di vedere un sindaco già magistrato conferire con tutti gli onori la cittadinanza onoraria al già calciatore Maradona. Mi par d'aver letto da qualche parte che per il fisco Maradona avesse evaso 40 milioni di euro. Non so che esito abbia avuto la questione. Ma mi par pure di ricordare che un già presidente del Consiglio giudicato evasore e' stato fatto addirittura decadere dal Senato. Gianfranco Trombetta

    Report

    Rispondi

  • giantrombetta

    11 Luglio 2017 - 07:07

    La china profonda in cui si sono inabissati i partiti democratici....Scorgessimo almeno il fondo, caro Giuliano. Davvero splendida l'annotazione che il popolo c'entra poco con questo regime in decomposizione. Ai ceffi patibolari che fingono di rappresentarlo riempiendo le trasmissioni delle TV di scemenze sono tentato di aggiungere molti ceffi dell'informazione che fingono di raccontare le loro gesta. Patibolari questi ultimi non direi, meglio grotteschi. E grazie per aver ancora una volta reso omaggio alla lecito siciliana del grande Buttafuoco, che fa poesia pure dell'indignata informazione. Tanto per restare sull'isola che purtroppo c'è rendo giusto omaggio pure a Giuseppe Sottile: scrive di rado ma leggerlo e' sempre sublime. C'è chi la decomposizione la racconta, la spiega, la illumina, la soffre. E chi schifosamente la alimenta. Gianfranco Trombetta

    Report

    Rispondi

Servizi