La patologia dell’assalto grillino

Da Roma alla Sicilia. Che i partiti vadano verso il disastro senza approntare difese, sollecitando anzi le truppe che scaleranno le loro mura sbrecciate, non stupisce più. La vera questione è: perché? La risposta è qui: nel paradigma Crocetta-Marino

La patologia dell’assalto grillino

Foto LaPresse

La Sicilia ai grillini per adesso è nelle cose. Crocetta sta a Marino come Cancelleri sta alla Raggi. E l’assenza di idee e uomini o donne per risalire la china profonda in cui si sono inabissati i partiti democratici è palese, ed è tardi naturalmente, e nessuno suona la tromba dell’allarme. Oltre tutto l’unica opera politica grande e fantozziana del comico genovese è stata l’attraversamento a nuoto, con le pinne la maschera, dello stretto di Messina. Poi è bastata la...

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  • giantrombetta

    11 Luglio 2017 - 08:08

    Se metti il naso fuor di Sicilia e nel viaggio verso Roma fai una sosta a Napoli, ti capita di vedere un sindaco già magistrato conferire con tutti gli onori la cittadinanza onoraria al già calciatore Maradona. Mi par d'aver letto da qualche parte che per il fisco Maradona avesse evaso 40 milioni di euro. Non so che esito abbia avuto la questione. Ma mi par pure di ricordare che un già presidente del Consiglio giudicato evasore e' stato fatto addirittura decadere dal Senato. Gianfranco Trombetta

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  • giantrombetta

    11 Luglio 2017 - 07:07

    La china profonda in cui si sono inabissati i partiti democratici....Scorgessimo almeno il fondo, caro Giuliano. Davvero splendida l'annotazione che il popolo c'entra poco con questo regime in decomposizione. Ai ceffi patibolari che fingono di rappresentarlo riempiendo le trasmissioni delle TV di scemenze sono tentato di aggiungere molti ceffi dell'informazione che fingono di raccontare le loro gesta. Patibolari questi ultimi non direi, meglio grotteschi. E grazie per aver ancora una volta reso omaggio alla lecito siciliana del grande Buttafuoco, che fa poesia pure dell'indignata informazione. Tanto per restare sull'isola che purtroppo c'è rendo giusto omaggio pure a Giuseppe Sottile: scrive di rado ma leggerlo e' sempre sublime. C'è chi la decomposizione la racconta, la spiega, la illumina, la soffre. E chi schifosamente la alimenta. Gianfranco Trombetta

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