Perché il partito di Repubblica ha scelto di scommettere sulla morte del Pd

Veltroni nel 2007 spiegava che il neonato Pd doveva correre da solo. Un manifesto tradito

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

Perché il partito di Repubblica ha scelto di scommettere sulla morte del Pd

Walter Veltroni (foto LaPresse)

Ma senza “you soli” che cosa resta del Pd? Arrivati a questo punto della storia, ovvero della complicata storia della sinistra italiana, bisogna dire le cose come stanno, ed è inutile girarci attorno. Uccidere il Partito democratico, in questo momento, non è più un’opzione che appartiene alla categoria della fiction politica ma è una possibilità concreta, vera, che la sinistra, e ovviamente il Pd, deve cominciare a considerare come tale. E’ questo l’obiettivo prioritario di tutti coloro che sono usciti...

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  • luigi.desa

    04 Luglio 2017 - 14:02

    lo ripeterò infino alla morte ( bella sparata) Renzi ha perso il (g)uid quando ha dato ( credeva nel beau geste ) le dimissioni da premier . Ora è un banalissimo par inter pares ancorchè segretario di partito odiato da tutti in casa e fuori. Come ha fatto a non capire che disarcionato aveva infiniti maramaldi a infierire . Matteo è stato troppo ingenuo per tentare la via ad astera per aspera .E' accerchiato da ranocchie ma credeva si fare il serpe ,per qualche divinazione mortale, si è trasformato in pezzo di legno e le ranocchie daje a far festa.

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  • luigi.desa

    04 Luglio 2017 - 14:02

    E allora viva Pisapia un frigorifero recuperato tra quelli che fecero sobbalzare Raggi manco fossero trifidi.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    04 Luglio 2017 - 13:01

    Al direttore – Interessante, rivelatrice del baco nativo, la sua analisi. L’argomento che si rifiuta di affrontare è quello della piana, razionale, serena, necessaria, revisione della Carta. Occorre rivedere il ruolo egemone, obbligante, non del Parlamento, ma della sua degenerazione in Parlamentarismo e, riuscire a mettere il Governo e la maggioranza che lo sostiene al riparo dal “Parlamentarismo” delle coalizioni. Non occorrerebbe neppure passare al Presidenzialismo. Basterebbe adottare il sistema tedesco, “sfiducia costruttiva” ed eventuale ingresso di parlamentari extra numero fisso, per tagliare tante unghie velleitarie che vivono di trasformismo. Ma come si fa?, la Carta non lo prevede e, non si tocca. Già, allora balocchiamoci pure coi trattini e con l’etero direzione di un potente gruppo editoriale privato. Gli ego saranno soddisfatti, la raffinata mente di D’Alema esulterà e, niente cambierà. Sic rebus stantibus, non potrà cambiare. Renzi è solo il pretesto. Afferrato?

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  • giorgioleon

    04 Luglio 2017 - 13:01

    E' proprio così. E' il ritorno degli zombie. Dei Padri della Patria, dei nonni, dei compagni della Patria, dei Salvatori e dei Romani della Patria, Ovviamente non poteva mancare il Grande Giornalista Editore della Patria. Purtroppo Claudio Villa e Nilla Pizzi sono morti. Ma tutto sommato se c'è a destra, perché ce lo dobbiamo fare mancare un bel partito patriotticamente di sinistra, lo vogliamo anche noi i Fratelli della Patria di Sinistra. E avanti tutta verso il passato !!! Giorgio Leoni

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