L'inopportunismo del prof. Boeri

Il presidente dell’Inps consiglia o contrasta il governo? Caso migranti

L'inopportunismo del prof. Boeri

LaPresse / Roberto Monaldo

L’Austria posiziona quattro blindati sul Brennero come deterrente al passaggio di immigrati clandestini provenienti dall’Italia. Dopo avere minacciato di chiudere l’accesso ai porti nazionali il ministro dell’Interno, Marco Minniti, è alla vigilia di un difficile vertice con i suoi colleghi europei nel quale ambisce ad alleggerire l’Italia di un fardello migratorio che fatica a gestire da tempo. Mentre l’attenzione mediatica è dunque assorbita dalla questione della immigrazione irregolare è però il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ha guadagnato la scena del dibattito con una previsione choc derivante da calcoli dell’istituto previdenziale sull’apporto dei lavoratori stranieri al sistema pensionistico nei prossimi decenni. “Se chiudessimo le frontiere nei prossimi 22 anni avremmo 73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate a immigrati, con un saldo netto negativo di 38 miliardi per le casse dell’Inps”, un messaggio lanciato nella relazione annuale dell’Istituto per il 2016. Abbiamo bisogno degli immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale? Meglio non chiudere i porti? Qual è il suggerimento? E’ una questione rilevante quella sollevata da Boeri e, contestabile o condivisibile che sia, tocca uno dei tanti ambiti dell’economia che l’Inps può e deve monitorare grazie a una mole di dati e di analisi esclusiva. E’ tuttavia evidente l’esondazione – invero non nuova né isolata – del professore bocconiano (in congedo) dall’alveo del suo ruolo squisitamente tecnico e di advisor del governo, a uno di aperto contrasto politico all’azione nazionale e internazionale dell’esecutivo. Più che utile, in questo caso, inopportuno.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    06 Luglio 2017 - 01:01

    Boeri e' un altro regalo di Renzi al Paese. Ambiva a fare quanto meno il ministro, se non proprio il presidente del consiglio. L'hanno mandato a presiedere un conisiglio di amministrazione di un ente, ma crede d'essere al governo e dunque assolve ai doveri di elaborare proposte per provvedimenti di governo coerenti con la sua linea politica. Senza che alcuno gli ricordi che non e' stato eletto neppure al parlamento. Ovvero che deve rassegnarsi ad amministrare l'ente secondo quanto decidono governo e parlamento. Possibilmente in rispettoso silenzio. Invece parla eccome, e chi tace sono governo e parlamento. Poi qualcuno parla di deriva istituzionale...

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  • guido.valota

    05 Luglio 2017 - 00:12

    Si può avere il piacere di dare un'occhiata a quei conti? Fidarsi è bene, ma non fidarsi di un comunista è molto meglio. Hanno quel difetto dei piani quinquennali che non funzionano mai, figuriamoci quelli ventiduennali, lungo periodo entro il quale saremo tutti morti come si dice in gergo. La prima domanda è: sono conti basati sugli attuali versamenti effettivi più la proiezione o sul numero degli immigrati presenti più quelli previsti? No, perché sto incrociando l'altro difetto comunista di contabilizzare le entrate previste da lotta all'evasione con la corrispondente tenacia dei pizzaioli kebabbari della mia zona nel non emettere scontrini.

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  • carlo schieppati

    04 Luglio 2017 - 23:11

    Tra l'altro Boeri ha sollecitato l'erogazione di un reddito minimo garantito, del quale una parte si trasformerebbe in contributi previdenziali che migliorerebbero i conti dell'INPS. Ma certo non quelli dello Stato, che già adesso interviene a ripianare il deficit tra contributi incassati e prestazioni erogate (compresa certo la quota assistenziale) per circa 120 mld l'anno. Siamo nelle condizioni di poter aumentare strutturalmente il debito?

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