Il candidato premier non conta nulla

Inutile litigare, la realtà oggi esclude l’elezione maggioritaria del capo del governo. Si vada a votare e poi si vedrà. L’unica cosa importante è che babbei, asini, depensanti e scongiuntivati restino irrilevanti

Giuliano Ferrara

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ferrara@ilfoglio.it

Il candidato premier non conta nulla

Silvio Berlusconi ospite a "Porta a Porta" (foto LaPresse)

La rissa sul candidato premier alle prossime politiche è surreale. Allo stato delle cose, e lo stato delle cose è la dura scorza della politica, si presenteranno delle liste di partito, in regime di legge elettorale proporzionale, con un improbabilissimo premio solo alla Camera a chi superi il 40 per cento dei voti (bum!). Non ha funzionato un accordo “monstre” tra tutti i partiti per il sistema alla tedesca, cosiddetto, e figuriamoci di qui al febbraio 2018 che altro mai...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    01 Luglio 2017 - 20:08

    Ovvio, in un sistema proporzionale, si corre da soli, poi chi l'ha più lungo se lo tira. Nel 1948, fu così. Ma noi ci siamo specializzati in ircocervi istituzionali, dove la prima ferrea regola è: chiunque vinca, non si metta in testa di poter "governare".

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  • giantrombetta

    01 Luglio 2017 - 10:10

    Siamo d'accordo, caro Giuliano, come sempre. O quasi, ci mancherebbe. Vorrei solo aggiungere una piccola chiosa che mi turba assai. Credo che il primo dovere costituzionale del Parlamento sia quello di approvare una legge elettorale che consenta al popolo di esercitare correttamente la sovranità democratica che gli attribuisce la Costituzione. Credo di ricordare che il primo garante della costituzione sia indicato nel Presidente della Repubblica. Ne consegue che resto sgomento quando sento il Presidente Mattarella affermare: Spero che il Parlamento approvi una legge elettorale omogenea per le due camere prima della fine della legislatura. Laddove lo sgomento nasce dall'uso del verbo sperare. Come a dire spero che il Parlamento assolva ai suoi doveri costituzionali. Dove siamo finiti, di grazia? Gianfranco Trombetta

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  • balestrazzi

    01 Luglio 2017 - 07:07

    Tutto giusto, tutto vero, ma trovo insopportabile questo voler dare sempre ragione a Berlusconi qualsiasi cosa faccia. Berlusconi nel '93 e poi Renzi si sono proposti per cambiare il paese, per sottrarlo al consociativismo ed all'indecisione. Dovevano completare la svolta maggioritaria in atto nel paese e portarla a compimento. Vederli ora proporre o adeguarsi al ritorno proporzionale è incredibile (e per Matteo una tomba elettorale). Poi caro Ferrara, nella sua analisi non puó dimenticare che nella confusa autodeterminazione del popolo italiano del 4 dicembre c'è lo zampone di Berlusconi ed il suo rinnegare di fatto tutte le idee sulle quali aveva basato la suo discesa in campo. Non esistono politici per tutte le stagioni, se l'ex cavaliere ed il suo erede spirituale credono in qualcosa devono difendere le proprie idee anche sapendo farsi da parte, magari aspettando che qualcuno torni da loro dicendo che avevano ragione, nel frattempo scrivendo libri o accudendo figli, nipoti e cani

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