Fassino ci spiega perché il Pd deve cambiare le sue priorità

L'ex segretario dei Ds sulle tensioni interne: “Non mi pare che Veltroni e Franceschini abbiano posto problemi sulla leadership, ma sul profilo dell'azione del partito”

Fassino ci spiega perché il Pd deve cambiare le sue priorità

Piero Fassino (foto LaPresse)

Roma. Piero Fassino, ex segretario dei Ds ed ex sindaco di Torino, ma sopratutto tra i fondatori del Pd, lo dice chiaramente: “La leadership di Matteo Renzi – spiega al Foglio – non è in discussione”. C’è però un’esigenza, chiarisce, di “riorientamento delle priorità del Partito democratico”, finora troppo impegnato in discussioni sì importanti, come la riforma costituzionale, la legge elettorale e le alleanze, ma non abbastanza importanti per la vita delle persone.   Procediamo con ordine. Il voto delle...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, REGISTRATI e scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Giovanni

    30 Giugno 2017 - 11:11

    Fassino, ...gran bravuomo per carità, forse uno dei migliori della vecchia guardia. Vecchia guardia che ancora dopo vent'anni non ha capito nulla o quasi di ciò che è successo nel mondo: globalizzazione che a sua volta ha causato la cavalcata prorompente dei paesi asiatici (oggi l'Asia produce circa il 90% dell'intera produzione mondiale. Prodotti a marchio italiani, tedesco, francese, americano ecc. sono prodotti in Asia a costi minimali perchè ad esempio in India un ingegnere guadagna meno di 100 euro al mese. Figuriamoci un operaio. E invece la vecchia guardia di cui sopra sogna ancora l'IRI. L'IRI, cioè la madre di tutte le disgrazie industriali italiane. Quelle IRI-discenti disgrazie a cui non fu estraneo Prodi, quello della tenda più in là, quello della svendita per quattro soldi della SME al suo amicone De Benedetti.

    Report

    Rispondi

  • Lou Canova

    30 Giugno 2017 - 11:11

    Fassino al primo.i turno ha preso quasi il 42% (contro il 30), un risultato discreto direi. Al secondo turno i voti leghisti e forzisti sono confluiti sull'Appendino, cosa peraltro che avviene con una certa frequenza in casi analoghi, semplicemente per colpire Renzi e il suo PD: motivi tattici quindi che ben poco hanno a che vedere con l'operato di Fassino come sindaco.

    Report

    Rispondi

  • mario.patrizio

    30 Giugno 2017 - 11:11

    L'osservazione che mi viene da fare è che la strategia “che la politica deve risolvere, ma che non investono la vita quotidiana dei cittadini.” semplicemente vuol dire troppa politica viene spacciata all'opinione pubblica come essenziale per la vita civile e democratica, ci sono altri argomenti che dovrebbero occupare l'opinione pubblica, al posto delle manovre da House of card. Lasciate manovrare i manovratori, occupatevi di altro, della vita di tutti i giorni, lasciate che continui a spacciare diseguaglianza e impoverimento come temi centrali della politica e che il PD proponga soluzioni affidate a papa stranieri, la foglia di fico per coprire la nudità del re. In effetti, la vita è piena di molteplici interessi che la passione civile di molti lettori de Il Foglio restringono alla vita politica, forse perché hanno fatto i conti con i “progressisti riformatori”.

    Report

    Rispondi

  • abs44

    30 Giugno 2017 - 10:10

    Al di là dei condivisibili argomenti dell'on. Fassino, a cui va la mia assoluta stima, vorrei sommessamente ricordare che la mozione congressuale - che ha portato Renzi a vincere le primarie sia tra gli elettori sia tra gli iscritti - si incentra proprio sul riformismo "quotidiano" e su una lungimirante visione di un riformismo europeo solidale e aperto. Ovvero abbiamo già dato e daremo senza risparmio, con la consueta determinazione e barra dritta di cui solo Renzi è capace. Proprio per questo nelle ultime amministrative è aumentata l'astensione tra gli elettori PD che si sono visti ripiombare in una marmellata vieta e fermamente rifiutata. Dunque, se il refrain - come pare - chiede al Segretario eletto di prendersi cura di taluni sia pur storici personaggi in cerca di posti al sole o di tesi anacronistiche ... forse siamo fuori tempo massimo, gli elettori del PD uscito dal Congresso non sono disponibili a stravolgere il progetto delineato nella Mozione e il Segretario lo sa.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi