Una moratoria sulla legge elettorale

Fate presto, fate il resto, non fate i clown e rassegnatevi alla legge dei giudici

Camera dei deputati

La Camera dei deputati (foto LaPresse)

We told you so. Esattamente un mese fa, nello stesso riquadro in cui state leggendo oggi questo editoriale, il nostro giornale vi aveva avvertito: non fatevi illusioni, tranquilli, non ci sarà nessuna legge elettorale, la legge verrà modificata qualche settimana prima della scadenza naturale della legislatura e non vale più la pena parlare di questo tema. Pochi giorni dopo i quattro principali partiti italiani a sorpresa hanno trovato un accordo per provare a modificare la legge elettorale ma quell’accordo come abbiamo visto nelle ultime ore non ha funzionato perché si basava su un assunto impossibile: la responsabilità e la coerenza e la serietà di un partito non coerente e non responsabile guidato da un clown.

 

Dal modello tedesco al modello Ionesco

Perché i fotogrammi della giornata alla Camera ci dicono tutto non sul Parlamento ma sull’Italia di oggi

 

Dopo il turno delle amministrative, da lunedì, si tornerà nuovamente a parlare di legge elettorale. Ci saranno nuovi tentativi e ci saranno nuove imperdibili strategie per modificare una legge che milioni di elettori ormai sognano di modificare solo per non doverne mai più parlare. Ma arrivati a questo punto è inutile prendersi ancora in giro, così come è inutile continuare a credere che i governi nascano grazie ai tecnicismi delle leggi piuttosto che alla volontà degli elettori. Arrivati a questo punto sappiamo che la cosa più naturale del mondo sarebbe andare a votare subito con la legge elettorale che esiste da mesi – non si riesce a trovare un accordo su un emendamento sul Trentino Alto Adige, non osiamo pensare cosa accadrà quando ci sarà la legge di Stabilità – ma sappiamo che questo non accadrà perché il partito della longevità del Parlamento è il vero ed egemone partito unico della nazione. Preso atto di tutto questo chiediamo con pudore a tutti i leader delle forze politiche di smetterla di perdere tempo dietro alla legge elettorale e di occuparsi di altro. Questo Parlamento, lo sappiamo, ha perso significato dopo il voto del 4 dicembre. Provare a renderlo ancora meno credibile è un’operazione che non meritiamo. Andare a votare con una legge disegnata dai giudici è la giusta punizione per una politica che non riesce a far prevalere il primato della politica. Più che fate presto vi chiediamo di fare il resto. Vi chiediamo una moratoria, vera, sulla legge elettorale. Chi ci sta?

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Commenti all'articolo

  • marcello.sciarretta

    10 Giugno 2017 - 20:08

    SE UN POPOLO POLITIca mente maturo aVESSE APPROVATO IL REFERENDUM RENZIANO , ORA SI PARLEREBBE DI ALTRE COSE. SE IL bERLUSCONI HA TRADITO IL PRIMO, GRILLO H A FATTO SALTARE LA LEGGE CHE aveva fatto approvare dai suoi iscritti. La malattia vera del nostro popolo è la ignoranza.. DI QUI I Berlusconi, i Grillo, i Salvini dalla impossibile fortuna politica nei Paesi dalla antichissima democrazia anglo-sassone..Sono le varie forme di cui si serve il fascismo ( la nostra patologia cronica ) per riaffacciarsi, ogni tanto, dalle nostre povere, affrante coscienze .

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  • luigi.desa

    10 Giugno 2017 - 18:06

    L'art .70 della costituzione è stato modificato come segue : "La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere e dalle alte corti di cassazione e costituzionale." La corte di cassazione ha inventato e inserito nel codice penale il reato immaginario di concorso esterno e eccetera. La Consulta si è arrogata una funzione legislativa parallela di elaborare la legge elettorale ,un attentato alla costituzione . In sentenze di contenzioso su eventuali elementi di anticostituzionalità in leggi elettorali ha eliminato i vizi ma ha chiuso le motivazioni dichiarando la sentenza auto applicativa in sostanza sfornando una legge elettorale .Una mostruosità e invasione di campo. Quando una sentenza diviene formalmente e sostanzialmente una legge siamo in uno stato che sotto il profilo del diritto si pone fuori del circuito dei paesi civili attribuendo al giudice-corte il potere divino e tribale di essere sopra la legge.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Giugno 2017 - 15:03

    Al direttore - Parole sensate, obbligate, da condividere. Ok, votiamo con la legge dei giudici. Togliamoci però dalla mente che il risultato che partorirà, possa essere l'incipit di un nuovo corso. Occorrerebbe un armistizio, la moratoria non risolve i nodi di fondo. La prima repubblica è stata quella che è stata ed è affogata in Tangentopoli. Era logico, infatti è accaduto che la seconda, calata nello stesso, identico contesto, fallisse anch'essa. Nonostante toppe e rammendi estemporanei. Molto difficile, quasi impossibile pensare e credere che la legge elettorale dei giudici possa essere la terapia giusta. Però concordo: a questo punto una "conta" è necessaria. Siamo stanchi di questo sconcio teatrino. Dopo? Domani è un altro giorno. Sarà propizio o sarà il perenne già visto? Nescio.

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