La dittatura delle intercettazioni e i sadici Guardoni della Galassia

Il voyeurismo socio-politico per eliminare l'avversario

La dittatura delle intercettazioni e i sadici Guardoni della Galassia

Recenti, ma ormai quasi quotidiani, fatti di cronaca (la intercettazione della telefonata di Matteo Renzi con il padre; la fonte anonima su asserite richieste dell’on. Boschi all’a.d. di Unicredit) sono l’occasione per una riflessione su un tema più generale, e cioè sul voyeurismo come pratica politica.

    

Come a tutti noto “il termine voyeurismo – per citare una fonte elementare, Wikipedia – o scopofilia, più raro scoptofilia, è una parafilia che caratterizza chi, per ottenere l’eccitazione e il piacere sessuale, desidera e ama guardare o spiare persone seminude, nude o intente a spogliarsi, o persone impegnate in un rapporto sessuale. La masturbazione spesso accompagna l’atto voyeuristico”. La stessa voce ha cura di distinguere fra voyeuristi – o guardoni – che hanno il consenso dell’interessato, e quelli che guardano all’insaputa dell’osservato.

    

E’ quest’ultima categoria che prevale nel nostro panorama socio-politico: quel che eccita è guardare o ascoltare senza essere visti, come avviene tipicamente nelle intercettazioni. Ma qui le similitudini finiscono. Il voyeurismo è, in generale, una pratica individuale che non si vuole condividere con altri. La versione socio-politica è invece fondata sulla massima diffusione di quanto – immagine, parola o scritto – viene captato, ed il migliore esempio, planetario è quello c.d. Wikileaks. A distanza di anni possiamo tranquillamente dire che le migliaia di documenti “rubati” al Dipartimento di Stato americano erano privi di qualsiasi rilievo. Quel che attribuiva loro un valore era la circostanza che fossero stati sottratti alle ordinarie procedure di riservatezza e confidenzialità.

   

Proprio partendo da quell’antico caso si coglie un elemento strutturale del voyeurismo socio-politico, e cioè quel che si può definire la “inquadratura da buco della serratura”. Mentre nel voyeurismo sessuale occorre che l’osservato compia qualche atto con un significato erotico (e dunque non vi è alcuna eccitazione nel vedere qualcuno/a che lava i piatti, legge un libro, o gioca alla playstation), nel guardonismo socio-politico ciò che si osserva assume un rilievo proprio perché lo si vede dal buco della serratura. La eccitazione è data non dal contenuto ma dalla inquadratura. Basterebbe aprire la porta per rendersi conto che i fatti sono di nessuna importanza, ma se lo si facesse verrebbe meno il gusto, come lo perde completamente un guardone in una spiaggia di nudisti, dove tutti mettono alla luce del sole le loro pudenda. Bisogna dunque alimentare questo bisogno: il buco della serratura diventa il peperoncino della notizia, senza il quale essa non provoca alcun interesse.

    

Vi è poi una ulteriore differenza: a differenza dai “Guardiani”, i “Guardoni della Galassia” (GG), non sono animati da intenti benevoli e salvifici. I GG vogliono dimostrare che il mondo – o almeno la parte del mondo che essi destestano – è sporco, corrotto, falso. Il procedere logico (si fa per dire) è semplice: tutto ciò che si vede attraverso il buco della serratura è intrinsecamente ignobile; dunque chiunque viene visto attraverso il buco della serratura è dedito ad azioni ignobili. Questa persona va stigmatizzata, bersagliata, umiliata con un crescendo mediatico inarrestabile, in fondo non molto diverso da quello che ha portato al suicidio la povera giovane donna di Napoli.

    

Il voyeurismo socio-politico diventa quindi il primo passo verso la eliminazione morale dell’avversario. Si dà una notizia carpita, la si presenta come la prova regina della colpevolezza, più forte ancora di una confessione, la si lancia in rete, si raccolgono centinaia di commenti, ingenerando un fenomeno ben noto e quasi banale: solo chi urla viene sentito, chi tace è totalmente ignorato. E poiché chi urla pretende di avere a tutti i costi ragione, il silenzio, il pacato e meditato dissenso, viene sommerso e spazzato via. Una dinamica ben nota a chiunque abbia esperienza di assemblee studentesche, dal 1968 ad oggi.

    

Così, mentre i voyeuristi sessuali hanno come obiettivo – ci dice Wikipedia – l’auto-erotismo, i GG esprimono un incontrollato sadismo. Il piacere sta nel far soffrire l’altro, umiliarlo, annientarlo. Un antropologo venuto da Marte vedrebbe nei GG l’espressione di una primitiva pulsione violenta che è insita nell’essere umano, dall’età della clava a quella di Internet. Chi invece vive l’attualità e vorrebbe scongiurare sciagure future vede nei GG le avanguardie di un peggio che è dietro l’angolo e non ha bisogno di rivelazioni ed intercettazioni per manifestarsi.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    19 Maggio 2017 - 15:03

    Quando anni fa si scatenò la prima battaglia sulle intercettazioni io scrissi qua e là promuovendo una legge di totale legalizzazione delle intercettazione fino alla diffusa per legge obbligatorietà con la postilla che a sorte ogni sei mesi dovevano essere calate a pioggia su una redazione di giornale su un ministero su un tribunale su la sede centrale di una banca ,su i parlamentari su i palazzi dei sindaci ,sul Csm su la Anm ,sul comando generale Cc su la sede del capo della polizia e via via su tutte istituzioni o associazioni attrezzate con grande potere.Solo così una nazione può ottenere la massima trasparenza nella sua terrestre esistenza.

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