Il vero dibattito che manca alle primarie

Per capire la corsa del Pd bisogna affrontare un grande tema: la differenza tra un paese che scommette sul ballottaggio e uno che punta sul modello Pomicino. La rimozione del candidato premier (vero Renzi?) e lo spasso dell’Italia che dice boh

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

Il vero dibattito che manca alle primarie

Matteo Renzi vota al congresso del suo circolo (foto LaPresse)

Viene da ridere. A poche ore dalle primarie del Partito democratico (domenica 30 aprile) e a pochi giorni dal secondo turno delle elezioni francesi (domenica 7 maggio) una buona parte degli osservatori del nostro paese ha scelto di raccontare a se stessa una balla grande come una casa rimuovendo dal vocabolario della politica italiana una parolina che nel bene e nel male è la vera protagonista sia del congresso del Pd sia delle elezioni francesi. Avete presente “il ballottaggio”? Ecco....

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Aprile 2017 - 15:03

    Al direttore - Avere valide ragioni da vendere, nella terra dove l'ingovernabilità è assurta a pilastro del sistema, è merito suo e di chi concorda con lei. Ma non c'è rimedio a breve. Quel pilastro sta bene a troppi, collocati trasversalmente e in ogni dove. Certo, avessi la tua età, mi divertirei a studiare che tipo di animale sia quello che ama la gabbia e non gli spazi liberi. Ma tant'è.

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  • luigi.desa

    27 Aprile 2017 - 14:02

    Il trio su le primarie Pd si è presentato a Sky . Una pena indicibile con Renzo chiuso in clinch attaccato con argomenti banali.Di più Sky ha sbagliato completamente la scenografia con il tavolino e i tre fessacchiotti vicini vicini. Sembrava una qualunque ripresa di un c.l.n. in una qualunque rivoluzione. Così stretti stretti non sono riusciti a guardarsi negli occhi e attaccarsi con la dovuta ferocia che è norma tra concorrenti irriducibili. Renzi è sempre moscio , i suoi avversari alle primarie lo attaccano lo offendono senza remore e lui continua a leggere il suo compitino.Boh !

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    27 Aprile 2017 - 11:11

    Il sistema francese non è per niente immune da contrattazioni "all'italiana": basta che la maggioranza che esce dalle elezioni per l'Assemblea Nazionale sia di colore diverso dal presidente. Chi può ricorderà la diarchia Chirac-Jospin, che portava addirittura alla presenza di entrambi (una sorta di marcatura a uomo) nei vari vertici internazionali. Chiunque vinca avrà probabilmente un problema in Assemblea Nazionale: Macron dovrà trovare consensi fra i repubblicani e i socialisti (non avendo un partito alle spalle), Le Pen difficilmente avrebbe una maggioranza del Front National. Chiaro, no? Inoltre il referendum bocciato non avrebbe affatto "reso possibile la presenza di un modello elettorale a doppio turno per l’elezione del premier", perché l'italicum eleggeva i deputati, non il premier (lo stesso Royal Babi con la i rimarcava, per una volta giustamente, che gli articoli della costituzione che riguardavano il presidente del consiglio non erano stati variati).

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  • lorenzolodigiani

    27 Aprile 2017 - 11:11

    Tutto vero, caro Cerasa. Non dimentichiamo, pero', la sottile inquietudine che provocavano in noi i sondaggi demoscopici prereferendari, annunciando, nel loro complesso, la vittoria dei 5 stelle ad un eventuale ballottaggio. Roba in grado di farci considerare un sistema proporzionale ed un rinnovato nazareno il male minore.

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    • lupimor@gmail.com

      lupimor

      27 Aprile 2017 - 15:03

      Caro Lodigiani, "i sondaggi demoscopici prereferendari" ? Non voglio credere valga per lei, che i sondaggi, confezionati artatamente e diffusi velenosamente dalle lobby editoriali e mediatiche dai nemici della riforma, possano averla influenzata. Il voto era un NO a Renzi. Tutto il resto esche per il vulgo. Se pensasse che il proporzionale possa sfociare in un rinnovato Nazareno che, come tale garantirebbe la governabilità, beh, le auguro di campare quanto Matusalemme, nel caso, qualche speranza ...

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      • lorenzolodigiani

        27 Aprile 2017 - 18:06

        Caro Lupi, io sono, convintamente, per il maggioritario, quanto lei e il Direttore. I 5 stelle al 30 per cento, per quel che contano i sondaggi, ad un eventuale ballottaggio avrebbero, pero' , potuto attirare anche i voti della destra anti sistema. Un dato di fatto inquietante.

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        • lupimor@gmail.com

          lupimor

          27 Aprile 2017 - 23:11

          Caro Lodigiani, non capisco bene cosa siano "i voti della destra antisistema" e, dove siano concentrati. Lacuna mia. Cinicamente: all'eventuale ballottaggio sarei stato curioso di vedere se "il sistema", quello che s'è materializzato nel NO referendario, si sarebbe suicidato votando Grillo. I gestori, occulti o palesi del NO, sapevano che non sarebbe accaduto, ma che anche la vittoria, al ballottaggio, del Pd, li avrebbe messi fuori gioco. Allora, molto meglio, per loro, il proporzionale. Ingovernabilità a vita. Pro domo loro, sempre.

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