Mattarella chiede una legge elettorale, la Camera gliela promette per il 29 maggio

Il Capo dello Stato sollecita il Parlamento a riformare il sistema di voto. I capigruppo di Montecitorio garantiscono che il testo arriverà in Aula tra un mese

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Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Il 29 maggio. Non un giorno prima né, soprattutto, un giorno dopo. Il 29 maggio il testo della nuova legge elettorale arriverà in Aula alla Camera. Parola della conferenza dei capigruppo di Montecitorio che, su richiesta di Pd e M5s, hanno stilato il calendario. Dal canto suo il presidente della commissione Affari Costituzionali e relatore, Andrea Mazziotti, assicura: “La prossima settimana, a giorni, presenterò il testo base”.

 

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Insomma, dopo settimane di stallo, dopo lo scontro sull'elezione del presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, dopo la sfida lanciata da Matteo Renzi all'“accozzaglia”, qualcosa sembra muoversi. Anche se perché ciò accadesse è stato necessario l'intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, ricevendo al Quirinale i presidenti di Camera e Senato, Pietro Grasso e Laura Boldrini, ha chiesto al Parlamento di provvedere “sollecitamente al compimento di due importanti adempimenti istituzionali: la nuova normativa elettorale per il Senato e per la Camera e l'elezione di un giudice della Corte costituzionale”.

 

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Un invito che, in maniera diversa, è stato accolto con entusiasmo dai capigruppo di Montecitorio. E se Ettore Rosato (Pd) assicura che quelle indicate dal Capo dello Stato sono, per il suo partito, delle priorità; Renato Brunetta (FI) se la prende proprio con i Democratici: “Più che al Parlamento, il capo dello Stato si rivolga al Partito democratico e al suo segretario in pectore, Matteo Renzi, che da mesi bloccano i lavori della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio in attesa che vengano celebrati prima il congresso e poi le primarie”. Solo contro tutti, come sempre, il M5s: “Noi siamo gli unici che vogliono davvero ridare voce ai cittadini facendoli tornare, dopo anni di governi imposti, al voto democratico. Tutti gli altri partiti, dal Pd alla Lega sino a Forza Italia hanno le idee confuse. Non sanno quali inciuci e quali accordi intraprendere. Sono presi dal panico e dalla paura sconfinata di perdere le prossime elezioni e sono ossessionati dal M5s. Coraggio, approviamo subito il Legalicum e andiamo immediatamente al voto”. 

 

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Insomma, il problema è sempre lo stesso: provare a mettere d'accordo una maggioranza che sia in grado di condividere il testo di una legge elettorale. Il conto alla rovescia è iniziato, manca poco più di un mese. Buona fortuna.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    26 Aprile 2017 - 20:08

    Dubito che arrivi la legge elettorale per il 29 maggio, perché ogni partito o presunto tale vuole portare acqua proprio orticello. Fa ridere poi lo sbarramento al 3 per cento. Cerchiamo di essere seri.

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