Il testacoda di Appendino sul bilancio del comune è più di una gaffe

Sgoverni a cinque stelle: il caso di Torino

Il testacoda di Appendino sul bilancio del comune è più di una gaffe

Chiara Appendino, sindaco di Torino (foto LaPresse)

Roma. Ma Chiara Appendino è davvero del M5s? Il dubbio viene, e non solo perché i renziani sono convinti che la sindaca di Torino in un’altra vita sarebbe stata perfetta per una delle prime Leopolde; è che la giunta continua a smentire se stessa e vari dettami a Cinque Stelle. Il testacoda più evidente, lo abbiamo già raccontato sul Foglio, riguarda il centro congressi Westinghouse. In campagna elettorale, Appendino e soci dicevano di voler bloccare la cittadella del commercio a ridosso del centro. A fine novembre però la giunta ha dato il via libera. Troppo ghiotti quei 19 milioni e 600 mila euro per le casse del Comune per lasciarseli sfuggire.

 

Lo stesso accade in queste settimane con gli oneri di urbanizzazione, messi a bilancio dalla giunta per pagare la parte corrente. “Chissà cosa ne pensano i puristi del M5s di questo grafico in cui si evidenzia il comportamento finanziario degli ultimi anni sul ricorso agli oneri di urbanizzazione per pagare la spesa fissa del Comune. Ah, nota alla lettura: Fassino è del Pd e Appendino del M5s, non viceversa”. Nel grafico, fatto circolare dal capogruppo del Pd in Comune Stefano Lo Russo, ex assessore all’urbanistica della giunta Fassino, c’è un numero che balza agli occhi: il comune userà 36,6 milioni di oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente. Se si scorre la sfilza di dati, si vede che fra il 2012 e il 2016, durante il mandato di Fassino, la cifra era stata portata a zero, per poi risalire l’ultimo anno a 13,6 milioni, utilizzati dalla Appendino a novembre per fare l’assestamento di bilancio. La sindaca spiegò però che non sarebbe più accaduto, tant’è che il M5s votò in Consiglio comunale una mozione che impegnava la giunta a “non utilizzare, in futuro, queste entrate per finanziare la spesa corrente, ove anche fosse consentito, ma a prevedere che tali oneri ricadano in tutto o in parte sui territori interessati dagli interventi”. Qualche settimana fa, quella mozione è stata smentita da una delibera, con cui la Appendino ha chiuso il bilancio, in piena contraddizione con il documento votato l’anno scorso in Consiglio. Il bilancio di previsione del comune di Torino è finito così sotto accusa: otto gruppi di opposizione hanno presentato un ricorso al Tar contro la maggioranza per far saltare il ricorso agli oneri di urbanizzazione.

 

“Entrate continuative per un’amministrazione – dicono dal Pd – non possono essere le multe oppure gli oneri di urbanizzazione, i contributi delle Fondazioni bancarie. Il grado di incertezza rispetto alle realistiche previsioni di incasso arrivati a questo punto dell’anno rende la voce entrate sprovvista di fondamento e, in alcuni casi, del tutto fantasiosa”.

 

Finora l’attenzione dei media italiani si è concentrata soprattutto sulle vicende di Virginia Raggi. Chiara Appendino invece è una che piace alla gente che piace. Lo Russo pensa che questo “silenzio” non sia casuale. “Mi hanno spiegato una strana teoria. Secondo questa strana teoria Appendino sarebbe, al momento, coperta da alcuni poteri furbi in quanto è una delle poche del M5s con cui in futuro poter ‘parlare’, qualora Grillo vincesse le prossime politiche”. In sintesi il ragionamento è: “Noi teniamo su la sindaca in vari modi e in cambio le facciamo firmare cambiali politiche per il sostegno che le diamo adesso in modo da poter andare eventualmente a riscuotere tra qualche mese. Se poi non vince Grillo la molliamo al suo destino. Questa teoria complottarda, fosse provata, potrebbe spiegare molte cose della strana fase politica torinese e del suo riverbero nazionale. Ma non posso credere che sia vera. Proprio non posso”.

 

In realtà è sufficiente guardare in casa Pd per capire che c’è qualcosa che non torna. Basta vedere la concordia che da mesi c’è con Sergio Chiamparino. Non a caso i due sono stati ribattezzati “Chiappendino”.

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Commenti all'articolo

  • dangore

    05 Aprile 2017 - 15:03

    L'assessore al bilancio del Comune di Torino è Sergio Rolando, uno splendido professionista, già direttore risorse finanziarie alla Regione Piemonte con Cota, nonché direttore controllo di gestione con Ghigo e confermato da Bresso. In precedenza ha lavorato nell'industria privata. Lui non può sbagliare o fare errori marchiani di interpretazione. Quindi la situazione è più complessa di quella che appare. Il mio intervento vuol solo evitare a persone giudiziose e non di parte di fare errori di commenti da "Bar Sport". Danilo Gorini

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    • carlo schieppati

      05 Aprile 2017 - 17:05

      Mi scusi: finanziare la spesa corrente con gli oneri di urbanizzazione, ancorché consentito, è una scelta politica. L'ho fatto anch'io, anche se non nella misura del Conune di Torino. Ma non si venga a dire che è corretto: si finanziano, infatti, spese certe con entrate incerte e aleatorie. Che lo facciano i grillini - e in quella misura - è a dir poco sorprendente. Poi andrebbero esaminati nel merito quali interventi assicurano quel gettito: potrebbero provenire da "riqualificazioni" e/o interventi di recupero del territorio o da interventi di "devastazione" del territorio. In generale è meglio non essere pressati da esigenze impellenti di finanziamento di spesa corrente con proventi da investimenti. Poi, vabbè, si fa quello che si può: ma il principio per cui ad impossibilia nemo tenetur, che vale per i grillini, deve valere anche per tutti gli altri.

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  • guido.valota

    05 Aprile 2017 - 09:09

    “Chissà cosa ne pensano i puristi del M5s di questo grafico in cui si evidenzia il comportamento finanziario degli ultimi anni sul ricorso agli oneri di urbanizzazione per pagare la spesa fissa del Comune"??? Ma qualcuno ancora crede che nella bbbase M5S esista la capacità e poi, eventualmente, il permesso di pensare? Ma davvero qualcuno crede che questi ignoranti conoscano i rudimenti non dico di leggi e regolamenti, non dico dei principi dell'amministrazione pubblica, dico della lettura? Guardate che il testo elementare qui sopra è inintelligibile per un grillino. E queste non sono boutade, ma la mia concretissima personale e quotidiana esperienza lavorativa.

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    • Alessandra

      05 Aprile 2017 - 10:10

      ma scusi...e codesti impresentabili elettori grillini, prima esistevano o sono calati dai barconi??? Pare che molti di loro siano delusi di altri partiti, quindi la domanda è: quando votavano PD o SEL o FORZA ITALIA erano degli esperti normativi e comprendevano i principi dell'amministrazione pubblica???

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      • guido.valota

        05 Aprile 2017 - 12:12

        No ma eleggevano gente selezionata attraverso forme istituzionali, e non scelta da Casaleggio o da 300 votanti su una piattaforma non verificabile.

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        • Alessandra

          05 Aprile 2017 - 14:02

          concludo: erano "minus habentes", ma potevano votare i selezionati istituzionali che hanno portato l'Italia allo sfacelo politico che è, all'immigrazione in massa di diversamente civili, al record di debito pubblico, alla crescita zero virgola. Questione di punti di vista.

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        • luciano_avogadri

          05 Aprile 2017 - 16:04

          Vede che è essenziale inventarsi una Italia allo sfacelo che non esiste, per giustificare le scelte di incapaci comprovati. Contento Lei.

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        • Alessandra

          05 Aprile 2017 - 17:05

          inventata? citofonare ISTAT o agenzie di RATING

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  • carlo schieppati

    05 Aprile 2017 - 08:08

    A suo tempo ho fatto l'assessore al Bilancio. La legge variava tutti gli anni: una volta si potevano usare tutte le entrate da oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente; un'altra volta sì, ma solo per le spese una tantum; un'altra volta solo il 50 o il 30 per cento; un'altra volta ancora il 100 per cento: insomma il solito casino all'italiana. Certo che mettere 36 milioni di OO.UU. per coprire le spese correnti è cosa che non sta né in cielo né in terra. In questo modo chiunque può fare l'assessore al Bilancio: anche un grillino. Peccato che in questo modo il Bilancio non ha un equilibrio.

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