I mille partiti di centro che fanno invidia alla sinistra scissionista

C’è un affollamento tale di sigle moderate da far impallidire la sinistra. È il proporzionale, bellezza

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I mille partiti di centro che fanno invidia alla sinistra scissionista

Matteo Renzi, Angelino Alfano, Pier Ferdinando Casini (foto LaPresse)

Roma. I casiniani, i fittiani, i quagliarielliani, i verdiniani, quelli che sognano il ritorno della Dc… Al Centro c’è un affollamento tale di sigle moderate da far impallidire la sinistra scissionista. È il proporzionale, bellezza. “Sarà la fiera degli inventori”, motteggia Gianfranco Rotondi, leader di Rivoluzione cristiana. Tutti puntano al tre per cento, la soglia minima per essere eletti alla Camera, e provano a costruire una sorta di cordone sanitario attorno a Beppe Grillo per bloccarne l’avanzata. Ci riusciranno? Il fermento c’è, ma l’efficacia è tutta da testare, a partire da Stefano Parisi, ex sindaco di Milano, che il primo aprile all’Ergife a Roma lancerà ufficialmente il suo movimento Energie per l’Italia. Parisi punta in alto. “Energie per l’Italia è un grande movimento che sarà il punto di riferimento della politica italiana per i prossimi 20 anni. E, alle prossime elezioni, possiamo arrivare prendere il 10 per cento”. Alfano ha sciolto l’Ncd e fondato Alternativa popolare: “Noi siamo alternativi ai lepenisti, alla sinistra dell’indietro tutta, a chi ha in mente solo la ruspa, a chi dice ‘No’, a chi non ha cura della Repubblica”, dice il ministro. Al Senato i senatori alfaniani fanno gruppo con Pier Ferdinando Casini, che ha appena fondato i Centristi per l’Europa insieme a Gianpiero D’Alia e al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. E il vecchio partito di Casini, l’Udc, oggi guidato da Lorenzo Cesa? Si coordina con Raffaele Fitto, già leader dei Conservatori e riformisti, che ha appena lanciato Direzione Italia, e con Gaetano Quagliariello, artefice di Idea, che poi sta per Identità e Azione.

 

Direzione Italia naturalmente non va confuso con il neonato Obiettivo Italia di Gianfranco Librandi e Alberto Bombassei, ex parlamentari di Scelta civica (lasciarono Zanetti quando ci fu la l’alleanza con Ala di Verdini) e fondatori del gruppo parlamentare Civici e innovatori. Se i voti sono un problema, di sicuro non mancheranno le risorse economiche. Sono appena usciti i dati sulle dichiarazioni dei redditi di parlamentari e ministri, e Bombassei, presidente di Brembo, svetta con 1 milione e 396.813 euro. La settimana scorsa Cesa, Fitto e Quagliariello si sono incontrati. Nuovi progetti in vista? Fitto e Quagliariello fanno già gruppo al Senato, quindi chissà. Intanto, i tre leader hanno provato a coinvolgere anche i parlamentari di Ala, che però sono vagamente depressi, guardano a Renzi e vogliono unirsi alla Scelta civica di Enrico Zanetti. “Nuovi movimenti al centro? Ma cosa vuole che nasca; il partito di Zanetti è già morto in culla. Alfano, il leader degli atomi, arranca sotto il 2 per cento, Tosi è solo un’espressione geografica, Portas resta nel Pd, noi siamo clinicamente morti. Per riunire questo arcipelago di Lilliput ormai ci vorrebbe un medium”, dice un parlamentare verdiniano. Laddove per Tosi s’intende Flavio, ex sindaco di Verona, leader di Fare (da non confondersi con Fare per fermare il declino), e per Portas s’intende Giacomo, guida dei Moderati (Mod) nonché parlamentare indipendente eletto nel Pd.

 

Da non dimenticare, in questo quadro moderato pulviscolare, Lorenzo Dellai, presidente di Democrazia solidale e capogruppo alla Camera, e il Centro democratico di Bruno Tabacci, che ha aderito al Campo progressista di Giuliano Pisapia. “Pisapia è il nuovo Romano Prodi. E’ inclusivo, sa unire e mobilitare su un progetto serio”, dice Tabacci. Fino a pochi giorni fa esistevano anche i Popolari per l’Italia di Mario Mauro, che era anche l’unico parlamentare, quindi capogruppo di se stesso. E’ tornato in Forza Italia a metà marzo. Il centrismo alla lunga logora chi ce l’ha.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    02 Aprile 2017 - 14:02

    tutto vero ,ma non posso fare a meno di pensare che Speranza con la sua barbetta islamica è un personaggio perfetto per un a nuova commedia all'italiana

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  • giantrombetta

    30 Marzo 2017 - 08:08

    Che tristezza questa squallida e miserevole lotta all'ultimo seggio in Parlamento. Che formidabile spinta al successo degli anti casta. Che imbecille contributo alla marcia dell' armata brancaleone dei grillini. Poi uno pensa che non a caso altrove, in Occidente, chi non ottiene almeno il 4 o 5 per cento dei consensi in parlamento non mette piede. E pensa alla prima bozza della legge elettorale varata al tavolo del Narazereno. E pensa alla prima stupidaggine politica di Renzi che impose a Berlusconi di correggere subito al ribasso la soglia elettorale minima. Allora si pavoneggio' della furbata. Ora non so, ma temo non abbia cambiato idea. Al peggio non c'è mai fine, si sarebbe detto un tempo. Ovvero una legge elettorale di impianto proporzionale senza un' alta soglia di sbarramento non produce democrazia ma caos ingovernabile. Proprio quello che ci manca per affrontare quella resa dei conti economica e dunque sociale del 2018 .

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