Grillo contro Emiliano, cortocircuito populista sul Tap

Il governatore attacca l'esecutivo: "Usa la forza per risolvere una questione politica". Il leader M5s attacca il governatore: "Svegliati o dimettiti!"

Grillo contro Emiliano, cortocircuito populista sul Tap

Michele Emiliano (foto LaPresse)

La celebre frase, abusata, di Pietro Nenni sui puri che si epurano a vicenda è sempre attuale. Stavolta al centro della polemica c'è il Tap (Trans Atlantic Pipeline) il gasdotto transatlantico che dovrebbe essere costruito in Puglia. Stamattina un gruppo di cittadini ha cercato nuovamente di bloccare l'espianto degli ulivi necessario per poter liberare il terreno e posare il tubo che arriverà a Melendugno. Ma la polizia li ha respinti.

 

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Circa 300 manifestanti hanno tentato di nuovo di bloccare l'espianto degli ulivi. Momenti di tensione con le forze dell'ordine. Per Emiliano non è Nimby, "basterebbe spostare l'approdo a Squinzano". FOTO

 

Così mentre agenti e No Tap si fronteggiavano, è subito partita la gara tra populisti a caccia di voti. Da un lato il "puro" Michele Emiliano, candidato alla segreteria del Pd e governatore della Puglia, che si è subito schierato al fianco dei manifestanti e contro il governo: "Le drammatiche notizie che giungono da San Foca descrivono una situazione nella quale il Governo della
Repubblica sta utilizzando le Forze dell'ordine per risolvere una questione politica che non ha mai voluto affrontare ascoltando le popolazioni residenti ed in particolare l'indicazione della Regione Puglia e dei Comuni, che avevano chiesto di localizzare l'approdo del gasdotto più a nord, nell'area del comune di Squinzano, che ha dato il suo consenso, evitando di impegnare una delle più belle spiagge dell'Adriatico pugliese". 

 

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"La battaglia del Tap - ha aggiunto - è diventata per il Governo un simbolo della sua volontà di non dare alcun peso al parere delle popolazioni residenti che devono ricevere grandi opere pubbliche ad alto impatto ambientale. Eppure la Puglia non ha mai detto no al gasdotto Tap, ma anzi intendeva favorirne la realizzazione pacifica attraverso una sua diversa localizzazione. Si stanno confrontando a San Foca non i manganelli della polizia e le fasce tricolori dei sindaci ma due diverse concezioni della politica. L'una servile rispetto agli interessi dei grandi gruppi economici e dura e severissima con i diritti dei cittadini. L'altra, basata sulla connessione tra istituzioni e popolo a tutela dell'ambiente e della bellezza".

 

Insomma, per fortuna che c'è Emiliano a difendere gli interessi dei cittadini. Peccato che, mentre il governatore vestiva i panni del "tribuno del popolo", da un altro pulpito populista, il Sacro blog di Beppe Grillo, arrivava la più classica delle "epurazioni". Una sentenza senza appello nei confronti dello stesso Emiliano. Ad emetterla una nota firmata Movimento 5 Stelle Puglia (quindi, stando alle recenti rivelazioni, non riconducibile direttamente al leader del M5s): "I pugliesi non vogliono il TAP, (Trans Atlantic Pipeline, gasdotto transatlantico) l'ennesima inutile grande opera, che rischia di devastare le coste salentine, la cui bellezza garantisce la ricchezza che viene dal turismo e dalla pesca. Quell'inutile enorme gasdotto che dall'Azerbaijan porterebbe il gas in Europa approdando a Melendugno-San Foca in Provincia di Lecce, non ha senso in un paese che deve guardare al futuro e quindi alla produzione di energia da fonti rinnovabili".

 

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"Oggi - prosegue la nota -, dopo giorni di resistenza pacifica del territorio all'avvio della fase zero dei lavori per il Tap, il Governo ha mandato le forze dell'ordine in assetto antisommossa a Melendugno come se dovessero fronteggiare dei malviventi, quando invece erano solo padri e madri di famiglia, agricoltori, giovani, cittadini che amano la loro terra e che ancora una volta sono costretti a vedere il loro territorio distrutto in nome di accordi presi nelle segrete stanze da un governo PD che ha il solo interesse di favorire quelle multinazionali e banche che poi finanziano le campagne elettorali!"

 

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Coi due grossi pugni sotto il mento, e gonfiando dolorosamente le tempie, Michele Emiliano insiste a covare un progetto decisivo di mosse, malgrado la sconfitta del referendum, malgrado il quorum non sia stato raggiunto nemmeno in Puglia, nemmeno nella sua città, nemmeno a Bari.

 

Quindi l'attacco ad Emiliano: "Dall'altro lato in regione Puglia abbiamo un governatore che dorme. Assente, troppo impegnato nella sua scalata interna al partito mentre i suoi compagni di merenda saccheggiano e distruggono il nostro territorio. Lo stiamo incalzando da un anno e mezzo suggerendogli passo passo tutte le azioni da fare per contrastare TAP. Solo pochi giorni fa, il 21 marzo abbiamo fatto approvare una ennesima mozione in Consiglio per contrastare gli espianti di ulivi propedeutici all'avvio dei lavori salvo poi scoprire che la giunta Emiliano si è "dimenticata" di girare all'Avvocatura il testo di quella mozione urgentissima. Emiliano svegliati o dimettiti! Hai avuto diverse possibilità per cercare di evitare tutto questo ma non hai fatto ancora niente: impugnare la nota con cui il Ministero ha violato le competenze della Regione Puglia, valutare un esposto in Procura per fermare queste attività di espianto, predisporre la revoca in autotutela delle autorizzazioni agli espianti degli ulivi degli uffici regionali. Datti una mossa, la Puglia ha bisogno di essere governata da un Presidente, non da uno showman!"

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    28 Marzo 2017 - 22:10

    lupimor mi ha tolto il piacere. Emiliano ricevuto a La7 con tutti maschi con il pene a present-arm. A. Belardinelli su il Foglio si è chiesto cosa è/sia la realtà .In buona misura nella informazione è quello che si inventano a La7 con spettacolini perfetti con tanto di soggettista sceneggiatore autore dei dialoghi ( per gli ospedi n'civole nulla a predìcere le risposte ) ,sono davvero bravi a creare una realtà virtuale con una compagnia di giro collaudata come la brigata del Fatto e o con battitori liberi e tosti come vecchi repubblichini ( ner senzo di giornalisti de a'Repubblica ) come Zucconi o anziane comari del Corriere .A proposito. l' incomparabile e molto gettonato in tv ( metti Raitres ) Rampini mi ha provocato ambasce fuori misura. Un tormento mi ricordava un passato.Poi un giorno d' o all'improvviso ( by Mina ) mi è venuto in mente : ha la stessa pettinatura della mia professoressa di italiano delle medie .Roba di circa 70 anni fa .

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    28 Marzo 2017 - 20:08

    A Redazione – Tap e dintorni. “ … è subito partita la gara tra populisti a caccia di voti.” Però, si può dire? “E’ la democrazia di massa, bellezza. Abbiamo lottato tanto per il suffragio universale, ora ci lamentiamo dei sui effetti collaterali?” Già, perché non è mica vero che andare a caccia di voti sia tratto esclusivo dei populisti o affaire interno tra loro. Oppure mi sbaglio? Se poi si fa questione di quali “corde” stimoli e come le fai vibrare, allora non c’è contesa: alla premiata Ditta Casaleggio/Grillo/Travaglio e succursali variopinte, spetta di diritto il “Nobel del Populismo”.

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  • dambrosiom16

    28 Marzo 2017 - 19:07

    TAP = Trans-Adriatic Pipeline

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  • guido.valota

    28 Marzo 2017 - 18:06

    Macchè più puri che epurano i puri. In questo specifico caso si tratta solo di una rissa tra cialtroni.

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