Renzi si smarca sui voucher e lancia segnali contro il patto Gentiloni

L'ex premier non apprezza la linea del dialogo con tutti, per questo fa di tutto per smarcarsi dal suo successore

Renzi si smarca sui voucher e lancia segnali contro il patto Gentiloni

Paolo Gentiloni e Matteo Renzi (foto LaPresse)

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    18 Marzo 2017 - 15:03

    Caro David, mi consenta la familiarità, : chi dei 2 sta governando a sua insaputa? Ovvero tutti e 2 governano a loro insaputa?. Morale speriamo di governare almeno lo sbando della Nazione.

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  • giantrombetta

    18 Marzo 2017 - 09:09

    Il minimo che ci si attende da un regime democratico e' che governi chi ha la maggioranza dei consensi popolari espressi attraverso libere elezioni. L'attuale parlamento ha da tempo perduto ogni legittimazione popolare, con centinaia e centinaia di parlamentari trasmigrati in gruppi diversi dalle liste e dai programmi sottoposti agli elettori. L'assenza del vincolo di mandato ha limiti evidenti e dovrebbe porre problemi seri alle persone responsabili. Sottrarsi al voto popolare non è mai buon segno di credibilità e responsabilità politica. Sottrarsi perché si teme d'essere sconfitti e' ancor peggio. E' semplicemente la fine della democrazia rappresentativa come l'abbiamo fin qui intesa. Da tempo i governi stanno in piedi con voti di fiducia inflazionati ed espressi al solo misero finire di mantenere il seggio parlamentare nella consapevolezza che se si votasse la rielezione sarebbe per molti poco probabile. Ecco spiegati i si in aula che poi diventano no elle urne dei referendum.

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    • Giovanni

      18 Marzo 2017 - 18:06

      L'articolo 67 della Costituzione prescrive l'assoluta libertà di mandato e chiaramente dice che il parlamentare eletto non è sottoposto ad alcun vincolo nè di partito nè di programma elettorale nè verso gli elettori. Ciò proprio per evitare che demagoghi come fu Mussolini e come i tanti che oggi affollano lo scenario politico possano subornare i parlamentari. E guardi che un articolo simile è presente in quasi tutte le costituzioni dei paesi democratici. Che poi i parlamentari italiani abusino di questo loro sacrosanto diritto è un altro paio di maniche e dipende dallo scarso senso di rispetto nei confronti del vero significato di questo articolo della costituzione. D'altra parte come dicono gli inglesi "...ogni popolo ha i politici che si merita...". Noi ci meritiamo questi. Tuttavia potrebbero essere i partiti a porsi delle regole che limitino questo fenomeno, ad esempio non candidando personaggi che abbiano in passato esercitato questo loro diritto in modo spropositato.

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