“La sicurezza è di sinistra”

L’accordo libico e gli incontri con i capi tribù, la forza che va dispiegata “ma anche spiegata”, e poi la scissione del Pd, D’Alema e Renzi. Una mattinata con Minniti

“La sicurezza è di sinistra”

Il ministro dell'Interno Marco Minniti (Foto LaPresse)

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  • carlo.trinchi

    17 Febbraio 2017 - 09:09

    Mi torna in mente Moro e la sua visione di tirare dentro i comunisti. Capi' che senza Il paese era bloccato e che toccava fargli sporcare le mani. Andò male a Lui. Oggi l'ex fa quello che in dieci anni non ha fatto nessun ministro dell'interno di centro destra. Solo pietismi misericordiosi e finte carità e miserie di un paese allo sfascio, con i sindaci fai da te che bloccano le invasioni di diseredati. Minniti l'ex ha preso il toro per le corna e se non si spezzano, queste spezzeranno Minniti. Almeno ci sta provando.

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  • giantrombetta

    17 Febbraio 2017 - 08:08

    Naturalmente preciso che approvo ed apprezzo i provvedimenti riformatori del ministro Minniti in materia di sicurezza proprio perche' assolutamente estranei alla sedicente cultura riformista dei padri fondatori del Pd. Nella certezza che in caso di probabile scissione il ministro resterà dalla parte di Renzi.

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  • giantrombetta

    17 Febbraio 2017 - 08:08

    Personalmente ho molta stima per l'on. Minniti. E proprio per questo mi stupisco continui a sostenere che il Pd nacque dall'unione del riformismo cattolico e di sinistra. E' ben vero che i post democristiani di sinistra ed i post comunisti si autodefinivano riformisti, pur essendo portatori di un patrimonio politico che con il riformismo europeo e socialista non aveva proprio nulla a che spartire. Anzi. Basti solo citare le tenaci e feroci battaglie condotte dai fondatori del Pd contro il grande progetto riformatore di ispirazione socialista e liberale proposto da Craxi. E proprio in considerazione di cio' sono portato a credere che Matteo Renzi sia stato il primo leader con un vero progetto riformatore espresso dal Pd, una parte del quale gli sta appunto riservando il trattamento che vediamo. Ovvero se non ce la facciamo a cacciarlo questo corpo estraneo, noi ce ne andiamo. In nome del riformismo cattocomunista?

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  • Alessandra

    17 Febbraio 2017 - 06:06

    Quando ho assistito all'arrivo di Minniti al Viminale, dopo la vergognosa reggenza dell'uomo di Mineo , ho avuto un motto di gioia : era chiaro che la musica stava cambiando e che l'arrembaggio dei clandestini alle nostre coste poteva finire . Non avevamo votato 'no' al referendum per nulla , il governo di Renzi era caduto e con esso la follia del 'più Ghana in Italia ' o delle panzane sulle 'risorse che ci alzano il pil' ( in effetti il più basso d'Europa) . Non se ne poteva più della falsa epopea dei rifugiati ( vediamo tutti i giorni , a tutti i cantoni delle piazze , su tutte le panche dei giardinetti , che sono più rifugiata io di loro), dei Film LVCE tipo 'Lampedusa '. della beatificazione del dottor Bortolo , del modello Riace, delle foto dei naufraghi sparate sui giornali tutti i santi giorni , dell'obbligarieta' dell'accoglienza declamata da tutte le autorità italiane manco fossero oblati francescani. Non so se Minniti fermerà la tratta libica, ma ha già fermato la retoric

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