I politici che parlano non sapendo di essere registrati dicono la verità? No

Pensare che nel dire si dica la verità, nient’altro che la verità, è una gran menzogna. Il caso Delrio

I politici che parlano non sapendo di essere registrati dicono la verità? No

Graziano Delrio (foto LaPresse)

Cazzo, ho appena finito di scrivere un inno alla scissione, e arriva la notizia che tutti i contendenti si stanno riconciliando. Non ci credo. E così mando al mio giornale questo pezzo che anche se superato adesso sarà buono tra tre giorni. “Da Matteo nemmeno una telefonata per evitare la rottura. Ma come si fa?”. Si fa quando si hanno le palle per farlo, caro Delrio, e tu ben lo sai, e grazie al cielo lo fai, seguendo la scia di Renzi che palle ne ha da vendere. Dicono molti giornali che fuorionda il ministro Delrio si è sfogato contro l’atteggiamento dell’ex premier, che a suo parere non si sarebbe mosso per evitare la minacciata scissione del Pd; ma davvero?

 

Davvero le cose stanno così come saltellando di gioia, immaginandosi una terza scissione, le si scrive con sdegno? Calma, le cose del dire sono sempre assai più complesse, e vanno lette con ben altra profondità. Pensare che nel dire si dica la verità, nient’altro che la verità, è una gran menzogna. Ciascuno legge nel dire dell’altro il proprio pensiero, la propria bontà o ferocia, la propria voluttà. Con tanti altri più in buona fede penso che Delrio non abbia affatto rimbrottato segretamente Renzi, al contrario, penso che la frase di Delrio sia da intendere come un’approvazione piena alla decisione del suo capo di non trattare più con costoro.

 

Perché telefonare a gente ostile e antipatica che ci dà sempre contro, a gente che ci chiede di cambiare e ritornare a fare li sciocchini? “Tu devi fare vedere che piangi, se si divide il Pd”, insiste Delrio, manifestando un machiavellico spirito colmo di teatro, di commedia, di brillante gioco degli equivoci. Adesso i cittadini non crederanno più ai pianti di Delrio e compagni? Crederanno a quelli di D’Alema? Ho qualche dubbio. I cittadini non credono a niente, vogliono solo far casino e apprezzano i politici più machiavellici, soprattutto se a un certo punto riescono a smascherarli e farli penare. E poi anche loro piangono, così, per ridere. Strani giri, ma anche ai cittadini piace fare i machiavellici. Leggerezza occorre, perché nel dire di ciascuno non c’è alcuna verità. C’è del vero, ma non verità, la verità è indicibile, nessuno la dice e nessuno la sa: quando a un poveraccio in tribunale viene chiesto sotto imperio di giurare di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, lo si condanna alla menzogna, sicché l’imputato si sente legittimato a dire tutto quel diavolo che gli salta in testa. Quale sia la verità di Delrio, D’Alema, Grillo e Cavaliere nessuno può dirlo, si può dire qualcosa del vero che c’è nelle sue parole, e nelle nostre, ma così, fuorionda, come ciascuno viaggia, nei suoi infiniti spazi. 

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