Per raccontare i deliri di governo di Raggi, e del partito delle scie chimiche, bastano i fatti

Sapere se Marra era o no un uomo di Di Maio utilizzando le chat di Whatsapp non aggiunge niente a quello che già sappiamo

Per raccontare i deliri di governo di Raggi, e del partito delle scie chimiche, bastano i fatti

Foto gizmin0 via Flickr

In un paese normale, lo sappiamo, le conversazioni private di un cittadino non indagato – non sottoposto a un processo – non dovrebbero finire in un fascicolo giudiziario e non dovrebbero essere pubblicate sulle pagine dei giornali per il semplice fatto che i magistrati dovrebbero occuparsi del codice penale e non del codice morale e che una conversazione privata priva di rilievo penale resta solo una conversazione privata.

 

Se questo succede, e se nessuno dice nulla, lo si deve anche alla presenza sulla scena pubblica di orrendi manettari da quattro soldi come Luigi Di Maio, che da anni campano sullo sputtanamento degli avversari via pizzino giudiziario con la complicità penosa dei professionisti del fango quotidiano, oggi miracolosamente folgorati sulla via del garantismo solo per difendere i loro eroi manettari finiti nei pasticci anche grazie alla gogna giustizialista alimentata da loro stessi.

 

Quella che segue però non è una lezioncina di garantismo, ma un appunto finalizzato a ricordare una cosa che dovrebbe essere ovvia, e invece non lo è: per misurare il disastro del grillismo di governo non serve perdersi nei dettagli del moralismo e nelle spuntature delle chat di Whatsapp, ma è sufficiente osservare l’esperienza del Movimento 5 stelle a Roma come se fosse un acquario dentro il quale guardare in trasparenza le traiettorie senza senso dei pesciolini grillini.

 

Sapere se Marra era o no un uomo di Di Maio utilizzando le chat dei quattro amici al bar non aggiunge niente a quello che già sappiamo sul conto di Virginia Raggi, e ci porta anzi a dimenticare ciò che è invece essenziale mettere a fuoco quando si parla del vuoto assoluto mostrato dai grillini a Roma. Per esempio, l’autoritarismo mascherato da democrazia diretta. Per esempio, l’incostituzionalità di un movimento che finge di difendere la Costituzione nel momento stesso in cui la oltraggia. Per esempio, la truffa di un movimento che finge di essere portavoce del popolo ma che mostra ogni giorno di essere il mero esecutore degli interessi politici (solo politici?) di un blog solo al comando e di una misteriosa azienda privata. Per esempio, la trasformazione dell’immobilismo in una virtù all’interno della quale la politica del No viene spacciata come il più grande esempio di riformismo possibile. Per esempio, la politica del moralismo che si sostituisce alla politica dell’efficienza e della concorrenza, e che fa sì che in otto mesi di governo Raggi l’unica rivoluzione attuata dal pesciolino grillino sia stata quella di occupare i vertici delle aziende municipalizzate, aumentare gli stipendi ai dirigenti, ridurre gli orari di lavoro ai dipendenti (a Roma i dipendenti dell’Atac sono arrivati a lavorare 736 ore l’anno, contro le 1.100 dei lavoratori della metropolitana di Milano).

 

Basterebbe questo, se non fosse che in realtà le peripezie degli ultimi giorni, compresa la sceneggiata del caso Berdini, ci svelano cosa succede quando un partito anti politico arriva al potere. Succede che il vuoto politico, degnamente rappresentato da Virginia Raggi, tende sempre a essere scortato da nani, da ballerine, da dilettanti, da stregoni, da magistrati, da affaristi di terza categoria e da fanatismi di ogni genere. Voltaire diceva che il fanatismo sta alla superstizione come il delirio alla febbre. Con il partito delle scie chimiche arrivato a governare la capitale d’Italia, non serve usare le chat di Whatsapp per mostrare il delirio: basta solo raccontare i fatti, senza post verità.

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Commenti all'articolo

  • lorenzolodigiani

    16 Febbraio 2017 - 11:11

    Caro Cerasa, le sue puntuali considerazioni sui grillini non mi sorprendono e non alterano la mia disistima nei loro confronti che ha già' raggiunto il suo massimo. Fatico a comprendere le ragioni di chi li vota che sono numerosi, determinati, inamovibili , nonostante i disastri evidenti del loro governo di Roma, delle meschinità di cui, ogni giorno, veniamo ragguagliati. Non li capisco e, per questo, temo la loro irresponsabilità' ed i guai ulteriori che potrebbe causare.

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  • Giovanni

    16 Febbraio 2017 - 09:09

    Ormai tutti noi abbiamo capito che il movimento di Grillo non è altro che una accozzaglia di debuttanti allo sbaraglio ma purtroppo chi li vota è impermeabile a qualsiasi notizia dei disastri che compiono, degli imbrogli che perpetrano e delle assurde banalità che propalano. I loro elettori pensano che le notizie dei loro fallimenti non siano altro che malignità degli avversari o complotti dei partiti al potere. Ora hanno dalla loro anche qualche potere forte: alcuni giornali, diverse radio locali sparse per il paese, la 7, la tv di Cairo, persino una parte della magistratura e qualche industriale. Il loro meccanismo di intrusione nella società e purtroppo non solo questo somiglia molto al primo fascismo. Sappiamo bene in cosa si trasformò il "movimento" di Mussolini e quanti disastri poi causò. Sembra di rivivere un film di quasi 100 anni fa. Noi italiani siamo così, veniamo ipnotizzati dall'uomo forte, che sbraita con voce tonante e insulta e che ti porta inevitabilmente nel baratro

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  • giantrombetta

    16 Febbraio 2017 - 09:09

    Complimenti, direttore. L'acclarata nullità politica del grillismo non e' solo una farsa, e'ormai una tragedia pericolosa. Lo diceva già il grande vecchio Pietro Nenni che dietro all'angolo spunta sempre uno più puro che ti epura. E bene ha fatto, Cerasa, a ricordare ancora una volta che ai magistrati compete di occuparsi del codice penale e non del codice morale. Appello purtroppo destinato a cadere nel vuoto se e' vero che persino in sentenze di assoluzione ci tocca quotidiamente di leggere che "malgrado" in processo non siano emerse prove di violazione delle norme penali da parte dell'imputato, taluni suoi comportamenti meritano d'essere evidenziati e censurati in quanto non consoni al codice morale. Promulgato da chi, di grazia?. Ne consegue che non potendo procedere a condanna penale sia almeno inflitta la condanna morale. Se non il carcere, quanto meno il ludibrio. Assolto si', ma pero'.... La tragedia grillina e' pure frutto di questo immondo circo mediatico giudiziario.

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  • mario.patrizio

    16 Febbraio 2017 - 08:08

    Amo questo giornale e la sua campagna di denuncia della retrocultura grillina – che continuo a distinguere dai suoi elettori -. L'ho amato nella campagna riformista e lo amo quando sostiene Renzi nella sua battaglia contro la cultura dell'odio ad personam del mondo della sinistra. Lo amo nell'appoggio al centro destra moderato. Per questo non amo il partito della nazione. Ma tant'è, si può fare il fuoco con la legna che c'è.

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