Renzi sfida il partito del 2018 e apre alle primarie per andare a votare subito

Il segretario concede alla minoranza del Pd la possibilità di competere per la leadership. Orfini: "Se c'è l'esigenza di ridiscutere con quale candidato andiamo alle elezioni, come chiede Bersani, possiamo organizzarci"

Renzi sfida il partito del 2018 e apre alle primarie per andare a votare subito

Matteo Renzi (Foto LaPresse)

Il precedente è quello del 2012 quando il Pd guidato da Pier Luigi Bersani, dopo mesi di discussioni e polemiche, decise di dare il via libera alla candidatura di Matteo Renzi alle primarie per scegliere il candidato leader della coalizione di centrosinistra. Lo statuto dei Democratici, infatti, prevede la coincidenza tra la figura del segretario e quella dell'aspirante premier. Non c'era quindi posto per un altro esponente del Pd. Ma Bersani alla fine accettò, vinse le primarie contro il "rottamatore" e poi guidò la coalizione alla "non vittoria" del 2013.

Napolitano si iscrive al partito del non voto: "Elezioni nel 2018"

"Nei paesi civili si va alle elezioni a scadenza naturale. Non si toglie la fiducia a un governo il calcolo tattico di qualcuno"
 

Oggi la situazione è diversa. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale il caos regna sovrano. Non si sa se e come i principali partiti si presenteranno alle elezioni. Si costruiscono e smontano alleanze nel giro di ore. Si minacciano scissioni e si sognano nuovi Ulivi. Ma ancora in fondo la questione è la stessa di cinque anni fa. Bersani lo ha detto in un'intervista all'Huffington Post: "Se Renzi forza, rifiutando il congresso e una qualunque altra forma di confronto e di contendibilità della linea politica e della leadership per andare al voto, è finito il Pd". Tradotto dal politichese: o si fa un congresso o si fanno le primarie per il candidato premier.

Così è partita la marcia (un po’ zoppa) di Renzi verso le urne anticipate

La Commissione europea e la manovra economica “da evitare”, il Quirinale silente e le correnti affamate del Pd. Le mosse di Padoan, i sospetti

Matteo Renzi ha già detto che il congresso non si farà prima della data fissata. Ma, pur di andare al voto subito e non nel 2018, è pronto a concedere le primarie per scegliere il candidato premier. L'apertura, anticipata dal Foglio, è stata confermata dal presidente del Pd, Matteo Orfini, che ospite di Bianca Berlinguer ha spiegato: "Qualora ci dovesse essere una accelerazione sul voto non faremo in tempo a fare il Congresso, ma se c'è l'esigenza di ridiscutere con quale candidato andiamo alle elezioni, come chiede Bersani, potremmo tranquillamente trovare il modo di fare le primarie prima delle elezioni. Il segretario del partito non ha intenzione di sottrarsi". Basterà per placare la minoranza?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi