Le istruzioni di D'Alema per liberarsi di Renzi

L'ex premier: "Con lui non vinceremo mai". E ricorda il precedente del referendum sulla scala mobile: "Il Pci prese il 45,7% poi alle Politiche andò sotto il 27%". La grande riforma ferma? Tutta colpa del Pd di Matteo

Le istruzioni di D'Alema per liberarsi di Renzi

Massimo D'Alema e Matteo Renzi (foto LaPresse)

Come eliminare definitivamente Matteo Renzi istruzioni per l'uso. Autore del "manuale", illustrato con dovizia di particolari in un'intervista al Corriere della Sera, Massimo D'Alema. L'ex premier torna a parlare dopo il referendum del 4 dicembre. E oltre a intestarsi il ruolo di "vincitore" spiega quale deve essere la strategia dei prossimi mesi.

 

Prima e unica regola: basta Renzi. "So che ci porterebbe a perdere le elezioni - sottolinea -. Bersani ha detto giustamente che bisogna individuare un nuovo segretario del partito e un candidato del centrosinistra alla guida del Paese". Perché non nuovamente Matteo? "Non mi pare la persona adeguata. Ormai è chiaro che con Renzi non vinceremo mai. Tra lui e una parte del nostro mondo si è determinata una rottura sentimentale, difficilmente recuperabile".

 

Per far capire cosa rischia l'ex premier D'Alema cita il referendum sulla scala mobile quando "il Pci da solo conquistò il 45,7% di Sì" ma poi "alle Politiche successive andò sotto il 27". In ogni caso tutto si giocherà sulla riforma della legge elettorale. Renzi, spiega il lìder Maximo, "insiste sui ballottaggi; ma oggi il Partito Democratico è un partito isolato". E anche il proporzionale non garantisce un risultato certo: "Se la tendenza elettorale è quella che vedo, il Pd e Berlusconi non avranno i numeri per fare nessun governo".

 

Un momento di amarcord per rispolverare la "Lega costola della sinistra" e ricordare che "tra i primi tre presidenti di Regione ci sono i due leghisti, Zaia e Maroni". Uno movimentista (tendenza 5 Stelle) per invitare i compagni a "non deprecare il populismo cercando di delegittimare i nostri competitori politici" ma cercando di mettersi "in sintonia con il popolo".

 

E finale con la grande riforma della Costituzione che è lì, ad un passo da essere approvata. D'Alema aveva parlato di 5 mesi (secondo il countdown del Foglio mancano 138 giorni) ma qualcosa si è evidentemente inceppato. Indovinate di chi è la colpa? "L'esame non può cominciare perché il Pd non ha ancora scelto il nuovo presidente di commissione Affari costituzionali, al posto della Finocchiaro, nominata ministro". Maledetto Renzi.      

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Commenti all'articolo

  • mario.patrizio

    19 Gennaio 2017 - 15:03

    Ottima analisi il richiamo al referendum sulla scala mobile. Il no perse col 45,7% seguito, alle politiche successive, dall'arretramento sotto il 27% del partito del no. Chi è il partito del no del referendum costituzionale pronto a bissare il precedente exploit, quello di Renzi o quello di D'Alema? Di D'Alema ho apprezzato lo stile dell'uomo superiore alle sirene del potere, ma non la proposta politica che non ho mai ben capito. Contro la guerra ma pure no, comunista ma anche per il privato (l'Enel, Telecom), per la pace ma con Hamas.

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  • Giovanni

    19 Gennaio 2017 - 13:01

    "So che ci porterebbe a perdere le elezioni" Ma crede ancora di essere nel PD? ...Poverello... è l'età...

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