Sospesa dal sindaco e non pagata: il M5s ora dovrà versarle 93mila euro

L'atto nei confronti della dirigente Laura Picciurro è stato definito "illegittimo" dal tribunale, che ha obbligato il comune di Bagheria a pagare undici mesi di stipendi

Alessandro Di Battista

Il parlamentare grillino Alessandro Di Battista (foto LaPresse)

Mentre si discute ampiamente del nuovo, presunto garantismo grillino, si favella di giuria popolare anti-bufale e si stravolge completamente il senso degli articoli per pavoneggiarsi, in Sicilia il M5s ha un altro problema oltre al caso delle firme false. Il comune di Bagheria, in provincia di Palermo, dovrà riconoscere alla dirigente Laura Picciurro 93mila euro lordi di stipendi fin qui non versati in quanto non aveva lavorato. Motivo: il sindaco grillino Patrizio Cinque aveva deciso una sospensione di undici mesi per motivi “disciplinari”, come racconta in dettaglio Livesicilia. Un atto “illegittimo” e “una decisione contraria a norma imperativa di legge”, ha però stabilito il tribunale.

Dopo le polemiche, Laura Picciurro era stata riammessa dalla giunta “per ragioni di opportunità”, ma adesso resta aperta la possibile bagarre penale. La procura, infatti, sta vagliando l'ipotesi dell'abuso d'ufficio dopo l'esposto della dirigente, che oltre al sindaco ha denunciato gli assessori Maria Laura Maggiore e Fabio Atanasio, l'ex assessore Luca Tripoli e il segretario generale del comune Eugenio Alessi. Dal marzo 2015, spiega Livesicilia, la Picciurro è stata oggetto addirittura di tredici contestazioni, da cui sono scaturiti quattro provvedimenti di sospensione, con relativo blocco dello stipendio, per un totale di quindici mesi e dieci giorni; il tribunale del Lavoro ha annullato i primi due provvedimenti, obbligando l'amministrazione pentastellata a versare, come detto, 93mila euro di stipendi. Tra le parti le schermaglie sarebbero state ripetute, da quando la burocrate ha presentato un esposto a proposito dell'affidamento da tre milioni di euro del comune a una ditta privata che doveva occuparsi di rifiuti. 

Intanto l'opposizione in città va all'attacco. “Il sindaco e il segretario generale avrebbero dovuto pagare di tasca loro. Quando i dipendenti sbagliano, sindaco e segretario decidono e applicano le sanzioni. Quando invece sindaco e segretario sbagliano, chi li sanziona?”, dice a Repubblica il segretario del Pd di Bagheria Orazio Amenta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi