Il regolamento grillino è "palesemente nullo": Cesare Mirabelli, ex vicepresidente della Consulta, boccia il M5s

Si palesa “una lesione della democrazia, perché nell’esercizio di un mandato, democraticamente affidato dagli elettori a un candidato, interviene un elemento estraneo"

Il regolamento grillino è "palesemente nullo": Cesare Mirabelli, ex vicepresidente della Consulta, boccia il M5s

Beppe Grillo (foto LaPresse)

Secondo Cesare Mirabelli, ex vicepresidente della Corte costituzionale, il regolamento del M5s “è palesemente nullo”. Il tribunale civile si pronuncerà solo tra una decina di giorni, il 13 gennaio, sull’illegalità costituzionale del Movimento, ma intanto arriva un'altra bocciatura: il contratto firmato da Virginia Raggi il 20 aprile violerebbe l'articolo 1 della Costituzione, “che attribuisce al popolo l'esercizio della sovranità e non a un gruppo politico o a un movimento”, spiega Mirabelli in un'intervista al Messaggero.

 

“Prospettando una tutela della democrazia diretta si prevede una sovrapposizione rispetto a un ruolo istituzionale. Si fa riferimento, con chiarezza, a una forma di intrusione, un esercizio esterno”, dice il giurista, secondo cui si palesa “una lesione della democrazia, perché nell’esercizio di un mandato, democraticamente affidato dagli elettori a un candidato, interviene un elemento estraneo. Si tratta della sovrapposizione di organismi esterni all’attività istituzionale”.

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Mirabelli puntualizza che il contratto “non può essere vincolante” perché “i partiti possono dare un indirizzo politico ma non è previsto intervengano sugli atti”. Il nuovo codice etico presentato dal M5s per l'ex vicepresidente della Consulta è “un atto complementare al primo. Detta nuove regole su come agire nel caso in cui un esponente del Movimento sia coinvolto in un’indagine. Il nuovo documento, comunque, non annulla il regolamento firmato dal sindaco di Roma, che è nullo in quanto incostituzionale”. A domanda diretta sulla trasformazione garantista dei grillini, Mirabelli risponde che “probabilmente i cinque stelle si sono accorti che quella linea di automatismo ipergiustizialista poteva danneggiare anche i loro eletti. C’era una presunzione di gravità assoluta, adesso si modera la linea e si attribuisce una possibilità di valutazione agli organi del Movimento”.

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