La morbosa storia d’amore tra gli italiani e il loro tanto caro Senato

Non si bada a spese: l’italiano vuole comprare solo senatori di prima qualità, niente senatori usati o di seconda scelta

senato

Foto LaPresse

Essendo ormai passato qualche giorno vorrei azzardare una interpretazione del referendum che mi sembra non sia stata ancora proposta. Si è detto che Renzi ha perso, ma ha saputo di poter contare sul 40 per cento degli italiani, si è detto che non è vero e che Renzi non può contare sul voto del 40 per cento degli italiani; si è detto che Grillo e Salvini possono contare sul 60 per cento degli italiani, e si è detto che invece non possono contarci; effettivamente, tra le poche cose che non sono state dette, c’è che la Meloni possa contare sul 60 per cento degli italiani, e si sarebbe trattato di una argomentazione un po’ forte. Ma queste sono tutte letture politiche e anche molto personalistiche di un referendum che in verità poneva degli importanti quesiti di tipo istituzionale. Per esempio una questione era: gli italiani vogliono spendere meno per la politica e di conseguenza abolire il Senato e il Cnel?

 

La Terza Repubblica si fonderà sul pilastro della prima: il proporzionale

Si chiude il periodo iniziato con i referendum di Mario Segni e in parte dei radicali, dopo venticinque anni di progressivi slittamenti dall’idea originaria, quella del maggioritario uninominale puro

 

Ebbene, la stupafecente risposta è stata: il 60 per cento degli italiani non vogliono spendere meno per la politica e non vogliono abolire il senato e il Cnel. Voglio subito confessare che io ho votato senza sapere che cos’è il Cnel, però più o meno so che cos’è il Senato, quindi mi occuperò di Senato. E questa immagine dell’italiano medio che emerge dal voto è veramente stupefacente. Un italiano medio può magari risparmiare qualcosa sul cibo e comprare della mortadella al posto del prosciutto crudo, oppure può aspettare i saldi per comprarsi una nuova giacca a vento, e magari decidere addirittura di procrastinare di un anno l’acquisto e continuare a usare il suo giubbotto vecchio; un italiano può, nonostante la ben nota passione dei motori, decidere di comprare una macchina usata, ma per quanto riguarda il Senato l’italiano non vuole risparmiare: l’italiano vuole comprare solo senatori di prima qualità, niente senatori usati o di seconda scelta. Niente senatori mortadella. Vuole risparmiare comprandone un po’ meno, non so, la metà? No, l’italiano, oltre a volere senatori di qualità, li vuole tutti.

 

E quindi quello che adesso dobbiamo chiederci è: perché l’italiano è così attaccato al suo Senato, tanto da voler spendere e spandere, senza farsi il minimo problema, per avere senatori di prima scelta, come si dice à la page, e in gran numero, possedendo molti più senatori di tante altre democrazie paragonabili alla nostra? Non saprei. Ma che in Italia ci sia un forte attaccamento al Senato forse c’era da aspettarselo. Coi suoi alti e i suoi bassi in Italia c’è del Senato da circa duemilacinquecento anni, e possiamo dire che il nostro paese può vantare senatori e presidenti del Senato molto illlustri, il primo che mi viene in mente è Ottaviano Augusto, importante presidente del Senato con la carica di primus inter pares poco più di duemila anni fa. Ma anche Spadolini, seppur meno brillante in fatto di acquisizioni territoriali per la patria, io continuo a ricordarlo con affetto. E se ne potrebbe ricordare tanti altri. A questo punto uno potrebbe chiedersi: visto che gli italiani sono così attaccati al Senato, e lì non mollano, mentre invece la Camera è sempre piaciuta meno (infatti a Roma non c’era scritto Cpqr – Camera popolusque romanus) se proprio si vuole abolire qualcosa per forza, che può anche essere giusto, per spendere meno soldi si potrebbe fare un nuovo referendum per abolire la Camera e portare il numero dei senatori a millecinquecento, o anche a duemila.

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Commenti all'articolo

  • Nambikwara

    Nambikwara

    25 Dicembre 2016 - 11:11

    Sembra di leggere Nando Meniconi (Un americano a Roma), a proposito di Senato, così come lei lo propone, piace all' "l'italiano medio" e contorno di mortadella, ovvero immagini questo mitico "italiano medio" a tavola (è Natale oggi scherzo del destino) prima del voto: Senato! (macaroni)..uhm Senato!..Questa è roba da carrettieri. I nun voto Senato....Senato m'hai provocato e io te distruggo, voto No. In poche parole l'Italiano medio (il suo) è più o meno come Nando Meniconi: non capisce un tubo e mangia magari mortadella pur di pagare i "nuovi" senatori. Badi bene io ho votato si, per puro spirito di cambiamento ma certo è che il Senato o lo si elimina o non lo si raffaziona come era proposto. Tralascio ogni commeto sul 60/40, un vuoto retorico che poteva essere analizzato, seppur con leggerezza, in altri e più pregnanti contenuti. Per dirla come Nando: Happi Crismas you tuu.

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    • Nambikwara

      Nambikwara

      25 Dicembre 2016 - 15:03

      Errata corrige, raffazzona e non raffaziona: vede cosa fanno scrivere i troppi maccaroni; sopratutto "L'importanza di chiamarsi Nando".

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  • pantepas

    25 Dicembre 2016 - 09:09

    Sulla saggezza degli italiani poi meglio stendere un velo pietoso.Qualcuno ricorda cosa decise la volontà popolare nel referendum di una ventina di anni fa circa il volere o no la pubblicità durante la visione di un film in TV ?Ebbene gli italiani votarono SI,dopo di che non c'è più niente di cui meravigliarsi.

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  • Giovanni Attinà

    22 Dicembre 2016 - 16:04

    Veramente gli italiani volevano cancellare il Sento e il Cnel. E' stato il governo a fare una riforma inadeguata del Senato con la modifica complessiva di 47 articoli e con i fantomatici 100 senatori non eletti direttamente. Infatti bastava cancellare il Senato e ridurre i parlamentari della metà e gli italiani avrebbero approvato, considerato che sul voto ha pesato l'antipatia per Renzi. Quanto al Cnel, se si fosse votato sui singoli quesiti, il 99 per cento dei votanti avrebbe votato Sì, ma su questa riforma l'appuntamento è rinviato a presto, perché la Costituzione va modificata non essendo per niente " la più bella del mondo".

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    • Lou Canova

      22 Dicembre 2016 - 23:11

      Il referendum è stata l'altra via per liberarsi di Renzi...Chi ha osteggiato la riforma lo avrebbe fatto indipendente dai contenuti. Se l'ex premier avesse abolito tuot court il Senato (ma una riforma così congeniata non sarebbe mai stata approvata, dal Senato stesso poi...Non prendiamoci in giro) m5s, lega, FI, sinistra dem, fdi, giornaloni, indignati vari, sarebbero insorti contro la dittatura, altroché...

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