Berlusconi: "Sul M5s il Foglio ha ragione, nessun partito al mondo funziona così"

Anche Vittorio Sgarbi sposa la tesi dell'incostituzionalità del Movimento: "Raggi è ostaggio della Casaleggio, esposto alla magistratura"

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Sarebbero “clausole vessatorie” quelle inserite nel codice a 5 stelle firmato dal sindaco di Roma, sostiene l’avvocato Venerando Monello, presidente della European Lawyers Association. Come spiega Marianna Rizzini sul Foglio, Monello ha fatto ricorso "per denunciare la sottoscrizione da parte di Virginia Raggi di un contratto (il codice di comportamento per i candidati ed eletti del M5s) in base al quale Raggi ha accettato, per potersi candidare, le condizioni della Casaleggio Associati – condizioni in contrasto, dice Monello, con l’articolo 67 della Costituzione (sul vincolo di mandato) con l’articolo 97, con l’articolo 3 del Consiglio Comunale e con l’articolo 1 della legge sull’associazionismo segreto".

"Una società commerciale – scriveva Giuliano Ferrara il 17 dicembre – che in nome di Rousseau pretende cose che solo gli estortori pretendono dagli eletti del popolo, la penale. In un paese serio sarebbe già in campo da mesi un’iniziativa legale per lo scioglimento di un movimento reazionario e fuorilegge che mette una rete opacamente controllata da affaristi al servizio di un progetto politico di eversione delle isituzioni, da aprire come scatole di tonno".

Lunedì sul Corriere Berlusconi appoggia la tesi del fondatore del Foglio: "Ho letto sul Foglio un articolo che sosteneva che il Movimento Cinque Stelle è incostituzionale. L'ho trovato convincente, non hanno tutti i torti". E aggiunge: "Nessun partito al mondo funziona in questo modo".

"Il 13 gennaio – scrive Claudio Cearasa – la prima sezione del tribunale civile di Roma si riunirà in Camera di consiglio per valutare l’ammissibilità di un ricorso che potrebbe cambiare la storia del Movimento 5 stelle e che potrebbe far luce su un fatto non di secondaria importanza per la vita politica italiana: l’illegalità costituzionale del Movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio".

Oggi anche Vittorio Sgarbi sposa questa tesi e pubblica un video sulla sua pagina Facebook: "Con grande serenità faremo un esposto alla magistratura, che è quella che regola tutto, chiedendo come sia possibile che un sindaco prima di assumere la sua funzione firmi un contratto con una società privata, con penali se non obbedisce agli ordini", dice il critico d'arte. “Il sindaco – prosegue Sgarbi – per assumere un ruolo per il quale è stato eletto con voto democratico, deve firmare un contratto con la Casaleggio, che è una società, e se non obbedisce paga 180mila euro! Esposto alla magistratura”.

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Commenti all'articolo

  • guerosa55@alice.it

    guerosa55

    21 Dicembre 2016 - 13:01

    Finalmente qualcuno che prende sul serio le regole!

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  • Giovanni Attinà

    21 Dicembre 2016 - 12:12

    Veramente la presa di posizione de"Il Foglio" vale per tutti i partiti italiani che sono personali o di plastica, oltre lo scandalo , attraverso il web, del M5Stelle, come evidenziato dall'Elefantino.

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