“Quella di Sala è una reazione isterica, torni al lavoro”, dice Parisi

O il sindaco prosegue nell'incarico oppure lascia, Milano ha bisogno di essere governata, sostiene l'ex avversario nella lotta alla poltrona di Palazzo Marino

“Quella di Sala è una reazione isterica, torni al lavoro”, dice Parisi

Stefano Parisi (foto laPresse)

Mentre la maggioranza fa quadrato intorno a Giuseppe Sala, il sindaco di Milano che si è autosospeso dopo la notizia di essere indagato nell'inchiesta sulla piastra di Expo, l'opposizione chiede di prendere una decisione: o prosegue nell'incarico oppure lascia, Milano ha bisogno di essere governata, è la tesi sostenuta da Stefano Parisi ex avversario nella lotta alla poltrona di Palazzo Marino.

  

Milano, Sala indagato si autosospende da sindaco

Le ipotesi per l’ex commissario di Expo 2015 sono turbativa d'asta, falso ideologico e falso materiale a proposito dell'appalto della cosiddetta 'Piastra dei Servizi'

  

"Penso che il sindaco debba immediatamente tornare nelle sue funzioni, penso sia stata una reazione isterica", afferma l'ex avversario di centrodestra alle amministrative milanesi. "Sono un garantista" sottolinea Parisi che però critica il comportamento di Sala bollandolo come "irresponsabile". Le procure devono essere libere di indagare e chi è indagato deve chiarire", aggiunge in conferenza stampa a Palazzo Marino. "Se io fossi indagato per una cosa per la quale sono innocente continuerei a lavorare. Se invece sentissi di avere delle responsabilità mi dimetterei, anche prima dell'avviso garanzia".

  

In una conferenza stampa organizzata a Palazzo Marino, Parisi spiega: "Riteniamo necessaria una reazione immediata rispetto alla scelta di Sala". "Non si gioca con le istituzioni", osserva Parisi. Anche perché "l'avviso di garanzia non è una condanna, ma solo una garanzia per i cittadini che devono sapere che c'è un'indagine sul suo conto".

Del resto "a Milano vi sono problemi gravi e programmi importanti da realizzare, il traffico sconvolgente, la periferia, i cantieri aperti e l'emergenza profughi, tanto per fare un esempio, e i milanesi, che peraltro lo hanno votato, hanno diritto a un sindaco che lavori per la città". Peraltro, ricorda, "l'auto sospensione è un istituto che non esiste nel nostro ordinamento; per questo dico che non si gioca con le istituzioni e non si gioca con gli elettori". A meno che "lui non sappia cose che noi non sappiamo" e allora in quel caso "deve dimettersi". Comunque, avverte Parisi, "Io conosco Sala e so che non può essere così, ma che si tratta solo di una reazione impulsiva".
  


Il discorso di Parisi si allarga ai problemi nell'amministrazione romana: "C'è un tema importante in Italia: abbiamo procure che lavorano a Roma e a Milano. Questo credo sia un'altra di quelle cose sulle quali la politica deve rigenerarsi, riflettere, deve scegliere persone e collaboratori integri. La prossima volta i risultati (delle urne, ndr) saranno ancora peggiori per i partiti".

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Commenti all'articolo

  • scaranodavide

    17 Dicembre 2016 - 13:01

    Mai come questa volta ha ragione l'ex candidato sindaco del centrodestra. Che senso ha autosospendersi da incarichi politici stabili in una nazione in cui i gradi di giudizio necessitano anni e non giorni? Detta così sembra più un'inutile mossa propagandistica per "coprirsi le spalle" a sinistra che una coerente e coraggiosa assunzione di responsabilità.

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  • carlo.trinchi

    16 Dicembre 2016 - 20:08

    Parisi è ora di cambiare. La dignità non ha prezzo. L'avviso di garanzia ad un uomo politico deve essere soppesata, ragionata e ben indiziata. Bene ha fatto Sala a fermarsi e con lui la macchina comunale milanese. Di avvisi bufala ne abbiamo piene le tasche. Non pensi Parisi alla politica. Pensi agli ultimi trent'anni di bordelli giudiziari. Su questo stop di Sala riflettano i PM. Di mani pulite due vorremmo farne a meno. La prima, se ben ricordo, fini con Di Pietro onorevole al Mugello.

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