La Rai senza testa nel paese senza governo. Possibili sviluppi

Il nodo del contendere è in fondo sempre quello: c'è chi dice che Campo dall'Orto sia troppo decisionista, e c’è chi invece sostiene sia troppo isolato e senza i veri poteri di un amministratore delegato

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

Antonio Campo dall'Orto

Antonio Campo dall'Orto (foto LaPResse)

Milano. La Rai è senza testa perché il paese è senza governo. I saggi che conoscono gli arcana del servizio pubblico ricorrono a un brocardo ineccepibile per descrivere il momento, e anche il futuro. Poi, ovviamente, un governo c’è. Ma non è più quello del cambiamento arrembante, che s’era specchiato (anche) nella riforma della Rai-specchio del paese. Quindi le possibilità che una riforma ancora in mezzo al guado tale rimanga, ci sono. Ma il nuovo è un governo che qualcosa...

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    14 Dicembre 2016 - 14:02

    Al solito, sembra non si voglia capire: da noi s'è scelto il modello "un po' per uno in collo a mamma". La negazione concettuale che qualcuno, ovunque collocato, dal Colle alle Partecipate, possa avere potere di comando. E' anomalo, ma poiché l'espressione completa è "... nessuno possa avere potere di comando responsabilità personale diretta", in fondo sta bene a tutti. Una bella poltrona val bene una messa.

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