Quali sono le sfide che dovrà affrontare l'Italia secondo Gentiloni

Al centro terremoto, Ue e migranti, banche e meridione. "È un governo di responsabilità che andrà avanti finche c'è la fiducia del Parlamento", dichiara il premier nel suo primo discorso alla Camera. In serata il voto

Camera dei Deputati. Voto di fiducia al Governo Gentiloni. Dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio

Camera dei Deputati. Voto di fiducia al Governo Gentiloni. Dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (foto LaPresse)

Roma. "Rivendico il grande lavoro che abbiamo fatto, i risultati che ci vengono riconosciuti a livello internazionale e di cui siamo orgogliosi”, ha dichiarato Paolo Gentiloni, nel suo primo discorso alla Camera per chiedere la fiducia. Larghi vuoti negli scranni dell'opposizione, ma nemmeno tra i banchi della maggioranza c'è il tutto esaurito. Assenti, come annunciato, i gruppi della Lega nord e del M5S, ridotte anche le presenze dei deputati di Fi, Fdi e Cor. Più folta la presenza dall'altra parte dell'emiciclo dove siedono i deputati del Pd, Ap e degli altri gruppi che voteranno la fiducia al nuovo governo. Un esecutivo che “non si rivolgerà a quelli del Sì contro quelli del No, si rivolgerà a tutti i cittadini italiani, si basa su una maggioranza, rispetta le opposizioni e chiede rispetto per le istituzioni", dice il primo ministro.

  




 

“È un governo di responsabilità, garante della stabilità delle nostre istituzioni” che "intende concentrare tutte le sue energie sulle sfide dell'Italia e che attendono gli italiani. La maggioranza che sostiene questo governo è di fatto “la stessa che ha sostenuto” quello precedente: se “per qualcuno si tratta di un limite, io lo rivendico, ne rivendico i risultati”, dice Gentiloni, che prima di cominciare, loda infatti "il grande lavoro e i risultati ottenuti negli ultimi anni, sono risultati di cui siamo orgogliosi e che fanno onore alla maggioranza" che ha sostenuto il governo Renzi.
  


Camera dei Deputati. Voto di fiducia al Governo Gentiloni (foto LaPresse)


 

"Lascio alla dialettica tra le forze politiche il dibattito sulla durata" perché, come dice la Costituzione, "un governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento" continua il premier. Mentre riguardo alla legge elettorale, il governo "non sarà attore protagonista", dice il premier che sottolinea la "necessaria armonizzazione della legge tra Camera e Senato" e aggiunge: "Spetta a voi (al parlamento, Ndr) la responsabilità di promuovere e provare intese efficaci". "Certo il governo non starà alla finestra, cercherà di accompagnare, sollecitare”, consapevole “che il sistema ha bisogno di regole certe".

  

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"A me spetta oggi il compito di indicare le priorità di questo governo. La prima - comincia Gentiloni - è la tutela delle zone terremotate: “siamo ancora in emergenza e dalla qualità della ricostruzione dipende la qualità del futuro di una parte rilevante del territorio dell'Italia centrale. Da questi passi che faremo dipende anche la forza che avremo nello sviluppare il programma a lungo termine chiamato 'Casa Italia'. Avremo un'agenda di lavoro molto fitta".

 

Per quanto riguarda i compiti internazionali che il nuovo governo dovrà affrontare a breve giro, la presidenza del G7 ed entreremo nel Consiglio di sicurezza: “Lo faremo in un momento difficile, che coincide con la transizione americana, con la quale siamo prontissimi a collaborare, e con la presenza di moltissimi teatri di guerra". E sui temi europei la linea rimane simile a quella che ha caratterizzato il precedente governo. “Avremo una posizione molto netta nel sostenere le nostre ragioni. Non è accettabile che passi di fatto un principio di un'Europa troppo severa su alcuni aspetti delle politiche di austerity e tollerante verso Paesi che non condividono responsabilità comuni sull'immigrazione”. Nel vertice di giovedì, si parlerà del "rinnovo del regolamento di Dublino" relativo all'atteggiamento "che l'Ue ha sulla prima accoglienza dei rifugiati e dei migranti”.
  

Sul delicato tema delle banche, il nuovo premier dichiara alla Camera che "è nostra intenzione accompagnare e rafforzare la ripresa economica che finalmente e gradualmente, a nostro avviso molto lentamente, si sta manifestando anche nel nostro Paese”. Il nostro sistema bancario è "complessivamente solido e si sta lasciando alle spalle le conseguenze di una profonda recessione" ma, continua, "sappiamo tutti che ci sono casi specifici che anche per comportamenti inadeguati e illeciti richiedono un rafforzamento patrimoniale e per cui sono stati predisposti piani di ristrutturazione e aumento di capitale attraverso il mercato. Il governo è pronto a intervenire per garantire la stabilità degli istituti e il risparmio dei cittadini". "L'Italia è un Paese forte, non aperto a scorribande, che ha smentito in modo chiaro le ipotesi catastrofiche che erano state fatte".

    

"Dobbiamo fare molto di più per il Mezzogiorno”, sottolinea Gentiloni. “La decisione di formare un ministero esplicitamente dedicato al Sud non deve far pensare a vecchie logiche del passato, al contrario noi abbiamo fatto molte cose per il Mezzogiorno ma credo che sia insufficiente la consapevolezza che proprio dal Sud possa venire la spinta forte per la crescita economia" afferma il premier.

   

La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso che martedì intorno alle 19, inizierà alla Camera la votazione sulle dichiarazioni programmatiche, che terminerà nel voto delle ore 20. Dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio è iniziata infatti una sospensione dell'Aula per consentire al premier di portare il testo scritto al Senato. Alle 12,30 il dibattito nell'aula della Camera. La replica del premier sarà alle 16 in diretta tv.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    13 Dicembre 2016 - 16:04

    Presidente Gentiloni se il suo governo supererà settembre facendo maturare i vitalizzi anche chi ha votaso si al cambiamento scenderà in piazza. Non è una minaccia ma una promessa. O si è statisti veri o si va o si resta a casa. Ci rifletta.

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