Come uscire dall'ennesima sconfitta del riformismo italiano

Da Craxi a Berlusconi fino a Renzi, chi ha provato a cambiare il sistema dall'alto non è mai stato capito. Occorre smontare quei sistemi statali, amministrativi, burocratici che hanno portato sempre verso la paralisi e il rinvio.

referendum costituzionale

Una manifestazione per il No al referendum (foto LaPresse)

L’esito del referendum, soprattutto per le sue dimensioni, esprime una nuova sconfitta del riformismo in Italia, dove in realtà è sempre stato respinto, da Bettino Craxi a Silvio Berlusconi, fino a Matteo Renzi. Questi tentativi, diversi nel contenuto e nell’ispirazione politica, avevano in comune la direzione: dall’alto verso il basso. Chi governa con intenti trasformatori si rende ben presto conto che il sistema è talmente complesso e contraddittorio da frenare tutte le iniziative, annegandole in un marasma di contrasti giurisdizionali,...

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Commenti all'articolo

  • wind_2013

    13 Dicembre 2016 - 18:06

    Lo striscione è eloquestente...ie quello che dispiace ed inquieta non poco che lo striscione è stato portato anche dal centro destra. Mah!!!

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  • efis.loi

    13 Dicembre 2016 - 17:05

    Forse avevano ragione Andreatta e Prodi, le trasformazioni ce le devono imporre da fuori. L'Europa sta facendo una brutta fine. Non ci rimane da sperare in altro se non nell'immigrazione, che perlomeno, per venire dal basso, dal basso viene: dall'Africa.

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  • carlo.trinchi

    13 Dicembre 2016 - 16:04

    Gentinoni, utopia, dovrebbe fare una riforma elerrorale rivoluzionaria. Una riforma elettorale presidenziale. Il presidente eletto che governa con un parlamento ugualmente eletto. Trump governa, da noi un'ennesima ammucchiata di partiti. Questo vuole il popolo burocratico e socialistoide dei tempi che furono e sono tornati ad essere. Hanno vinto i giritondini.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    13 Dicembre 2016 - 16:04

    A Redazione - Basta osservare lo striscione per capire che il sistema, qualunque possa essere la legge elettorale, non si cambia in cabina elettorale, cioè dal basso. Chiunque prevalesse sarebbe preso per mano dalla più bella del mondo e anestetizzato, coinvolto, invischiato nel disegno primario, originale: "Non deve comandare nessuno", cioè, neppure il popolo. L'unico modo per lui, per essere protagonista è un sistema presidenziale in cui la scelta, attraverso libere, regolari elezioni, del Presidente e del governo, la fanno direttamente, chiaramente gli elettori. L'odio sociale dello striscione non può trovare una composizione e uno sbocco con l'attuale sistema. Che ha bisogno dell'odio sociale per restare in sella. Il resto, piacevoli chiacchiere tra commensali. Non è così? Lorenza Carlassale direbbe, con aria tra lo schifato e il supponente: "Certamente no!" Già, non è così. Amen.

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