Niente brindisi per i Nazareni

Il filo conduttore del nuovo governo è di nuovo il patto tra Renzi e il Cav. Ma non c’è da essere allegri se rifletterà la nuova epoca del minimalismo politico. La partita del voto e le risate sui nemici del “governo non eletto”

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

gentiloni

Paolo Gentiloni (foto LaPresse)

Come direbbe Fabio Rovazzi, autore di formidabili e demenziali tormentoni musicali, in questa nuova fase della politica italiana, che da ieri registra la nascita di un nuovo governo a guida Paolo Gentiloni, è tutto molto interessante. E’ molto interessante la polemica sulle “grigie pratiche da Prima Repubblica” portata avanti dai sostenitori del No al referendum, curiosamente gli stessi che hanno bocciato il passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica. E’ molto interessante l’indignazione sull’uso spregiudicato del manuale Cencelli per la selezione...

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    13 Dicembre 2016 - 22:10

    Facciamo finta che fosse in vigore la riforma Boschi e che il caro premier si fosse dimesso, p.e. per un referendum perso. La realtà è che non sarebbe cambiato un fico secco: avremmo avuto le consultazioni, avremmo avuto il Gentiloni di turno per proseguire la legislatura (perché ci sono sempre cose importantissime da fare che impediscono il voto), avremmo avuto la continuità di quasi tutti i ministri, in ogni caso scelti col manuale Cencelli (che non sarebbe stato abolito), tranne il fatto di avere un governo monocolore PD invece di un PD+NCD (ma sappiamo che l'NCD è una dependance del PD). Almeno abbiamo evitato la riforma più brutta del mondo

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    13 Dicembre 2016 - 22:10

    Facciamo finta che fosse in vigore la riforma Boschi e che il caro premier si fosse dimesso, p.e. per un referendum perso. La realtà è che non sarebbe cambiato un fico secco: avremmo avuto le consultazioni, avremmo avuto il Gentiloni di turno per proseguire la legislatura (perché ci sono sempre cose importantissime da fare che impediscono il voto), avremmo avuto la continuità di quasi tutti i ministri, in ogni caso scelti col manuale Cencelli (che non sarebbe stato abolito), tranne il fatto di avere un governo monocolore PD invece di un PD+NCD (ma sappiamo che l'NCD è una dependance del PD). Almeno abbiamo evitato la riforma più brutta del mondo

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  • lorenzolodigiani

    13 Dicembre 2016 - 11:11

    Caro Cerasa, la non-tenuta sull'Italicum potrebbe esser stata determinata dall'assetto tripolare che il nostro sistema politico ha assunto. Tutti i sondaggi, per quel che contano, (ma contano) danno vincenti i 5 stelle sia sul PD che sul centrodestra, in caso di ballottaggio. Come non trarne le conseguenze. Accontentiamoci di un "Pattino" che consenta di dar vita, in tempi brevi ad una legge elettorale e poi si voti. Speriamo, nel frattempo, che provveda la Raggi ad afflosciare i grillini. La notizia di oggi, relativa alle dimissioni della sua responsabile per l'ambiente va in questa direzione. PS. Urge una chiara spiegazione sulla differenza fra democrazia diretta e rappresentativa.

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  • balestrazzi

    13 Dicembre 2016 - 10:10

    Ecco il motivo per cui da anni leggo con grande piacere il Foglio. E' possibile trovare qualche politico disposto a difendere l'Italicum, adesso che non esiste più il mitico combinato disposto con cui ci sono state fracassate le parti basse negli ultimi mesi ? E' questo il paese normale che auspicava qualche anno fa D'Alema (sigh)?

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