Bossi ancora all'attacco: "Salvini candidato premier? La gente ci viene a prendere coi forconi"

Il Consiglio federale del Carroccio promuove il leader della Lega, ma per il senatür è una bocciatura: "Tiri fuori il programma, poi ne parliamo"

Umberto Bossi a Ponte di Legno per la festa della Lega Nord

Umberto Bossi a Ponte di Legno per la festa della Lega Nord (foto LaPresse)

A margine della riunione del Consiglio federale del Carroccio, arriva un nuovo attacco del vecchio leader Umberto Bossi al giovane segretario Matteo Salvini sulla possibilità che quest'ultimo corra per la leadership del centrodestra. "Io non glielo consiglio, è troppo difficile. Non vorrei che la gente venisse a prendere quelli della Lega coi forconi", ha affermato il senatür, incontrando i giornalisti nel cortile di via Bellerio. Alla fine dello scorso novembre Bossi aveva già attaccato il segretario leghista, proprio sul principio di nazionalizzazione del partito: “Salvini sta tradendo lo statuto della Lega – aveva dichiarato il fondatore del Carroccio – “di partiti nazionali ce ne sono già tanti: la Lega è un’altra cosa, la Lega è il Nord”. E rincarava: “Salvini ha i sondaggi, non i voti. Fa casino, ma non ha un programma e nemmeno l’esperienza per fare il premier. Poi quando si vota per davvero, come a Milano, noi crolliamo”.

 

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Oggi l’ex ministro arriva nella sede della Lega quando è da poco terminata la riunione del consiglio federale del Movimento che ha rinnovato all'unanimità il mandato di Salvini come segretario e confermato la fiducia nel suo progetto nazionale e nella sua corsa a eventuali primarie del centrodestra. E torna alla carica: "E' un problema di esperienza e conoscenza. Il problema è il programma: quando Salvini tira fuori il programma, poi possiamo parlare. Puoi imbrogliare poca gente per poco tempo mai tanta gente per tanto tempo, tutto è basato sul programma, è un atto di coraggio. Salvini è segretario di una forza indipendentista, non può essere anche leader del centrodestra, è troppo difficile".

 
 
Per Bossi, Matteo Renzi "si è suicidato da solo, non ha vinto nessuno. Renzi sarà là dietro a dare consigli”. E sul nuovo premier Paolo Gentiloni: "Vediamo quando lavora cosa fa. Voteranno a marzo il governo lo hanno fatto per quello", ha concluso.

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