“Se si vuole votare subito la strada è il Consultellum”. Anche Maran (Pd) è per il Lodo Foglio

“Se il partito del voto vuole votare davvero – vale per Renzi e per tutti gli altri, da Salvini a Grillo e a Berlusconi – non ha altra scelta che puntare su questa carta”, ci dice il vicecapogruppo del Pd al Senato

“Se si vuole votare subito la strada è il Consultellum”. Anche Maran (Pd) è per il Lodo Foglio

Alessandro Maran (foto LaPresse)

Anche Alessandro Maran, vice presidente del Partito democratico al Senato non ha dubbi: “Se il partito del voto vuole votare davvero – vale per Renzi e per tutti gli altri, da Salvini a Grillo e a Berlusconi – non ha altra scelta che puntare su questa carta”. Maran si riferisce al Lodo Foglio, la proposta avanzata oggi da Claudio Cerasa di sostituire l’Italicum con il Consultellum tarato sulla Camera già approvato nel 2014 dalla Corte, approvarlo e sciogliere le Camere.

“Sia chiaro – prosegue il senatore democratico – io resto un vedovo inconsolabile. Continuo a ritenere il sistema proporzionale un sistema orrendo e un ritorno alla Prima Repubblica una sciagura. Ma visto l'orientamento delle forze in campo, non c'é dubbio che l'unica via d'uscita sarà in senso proporzionale. Del resto, che questa fosse la vera posta in gioco l'abbiamo detto e ridetto. E com'era prevedibile, con la vittoria del No (dopo un quarto di secolo dedicato al tentativo di dar vita a un sistema di democrazia dell’alternanza) rischiamo ora di tornare al punto di partenza, cioè a un sistema politico consociativo fondato su di un sistema elettorale proporzionale. Insomma, un ritorno in grande stile alla Prima Repubblica. Non per caso, sono ricomparse quelle incantevoli formule istituzionali (il governo di scopo, del presidente, ecc.) che hanno il buon sapore del tempo andato. Col risultato che la grosse koalition, il governo di ‘larghe intese’ (vale a dire un'alleanza tra Pd e Forza Italia), rischia di essere una strada obbligata. Sia ora che dopo nuove elezioni. Che è poi quello che voleva Berlusconi . Dopodiché, come si possa tornare alla vecchia Repubblica dei partiti senza i partiti, adesso cioè che l’identificazione e l’appartenenza (all’ideologia, all’utopia, alla morale del partito) non ci sono più, resta per me un mistero. Ma perché stupirsi? Come canta Checco Zalone, la prima Repubblica non si scorda mai”.

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