Mio zio è il segretario del Quirinale e mi ha detto che sono tutti d’accordo: Mogherini premier

Dai nomadi della Valle D’Aosta alle minoranze andine fino a Cacciari e i Cinque stelle. Sergio Mattarella vede tutti e decide quello che vuole Laura Boldrini

Mio zio è il segretario del Quirinale e mi ha detto che sono tutti d’accordo: Mogherini premier

Federica Mogherini (foto LaPresse)

Non per vantarmi, ma il segretario del Quirinale è mio zio. Lui mi dice tutto. Ecco in anteprima il resoconto delle consultazioni fatte da Mattarella.

Laura Boldrini: “Sergio, scusa se da oggi ti chiamo per nome, voglio mettere in chiaro una cosa: devi dare l’incarico a Federica”. Matterella: “Mogherini? Sì, ok! Sono d’accordo su tutto, anche sugli argomenti che porti avanti, basta che non mi obblighi a mettere nella compagine di governo Nichi Vendola”. Boldrini: “No, lo devi mettere invece!”. Mattarella: “Ok”.

Arriva la delegazione della minoranza nomade in Valle d’Aosta, rappresentata da Mark Zuckerberg. Chiedono a Mattarella: “Vorremmo entrare nel cda del casinò di Saint Vincent (in quota Lega nord)”. Mattarella dice ok. Zuckerberg dice al presidente che i nomadi di Aosta al referendum hanno votato 51 per cento Sì.

Arriva la delegazione di Forza Italia guidata da Lara Comi (detta parlamentare europea più bella del Pianeta). Dice al presidente: “Elezioni subito, o governo di coalizione con Mogherini Federica”. Mattarella: “Ci sto!”.

Arriva la delegazione dell’agricoltura biodinamica con a capo Giuliano Pisapia, che candida se stesso per un governo di transizione.

Breve pausa e riprendono le consultazioni.

Arrivano le minoranze dei paesi andini rappresentate da Shakira, sono per un’unica alternativa: Mogherini premier.

Subito dopo arriva Giorgia Meloni, che dice al presidente: “Lasciamo tutto così, al limite il capo del governo lo fa lui”, e indica mio zio. Giorgia prende e se ne va senza salutare.

Arriva la delegazione del Tavoliere delle Puglie capitanata da Michele Emiliano che chiede un governo tecnico guidato da Ilaria D’Amico.

Altra delegazione molto influente sul capo dello stato è quella che indovina le cose quando sono avvenute. Questa legazione è guidata da Massimo Cacciari. Chiedono solo una cosa, “che il Mose di Venezia venga inaugurato oggi stesso dallo stesso Mattarella”. Il presidente dice che non può abbandonare Roma per via della crisi. Cacciari si offende e dice: “Ok, va benissimo Federica Mogherini”.

Le ultime delegazioni a essere ricevute sono quelle del Pd, dei 5 stelle, di Ncd e dei Comunisti italiani. Il Pd arriva con il sottosegretario Boccia. Davanti al presidente si lascia andare dicendo che lui non va d’accordo con Davide Serra, eccetera. Tutti ragionamenti non pertinenti con l’argomento. In pratica è convinto di essere al congresso Pd. Mattarella lo invita all’esilio, che lui firma subito. Boccia viene esiliato su un’antica isoletta del Mar Ionio.

I 5 stelle arrivano al Quirinale vestiti da pinguini per far capire a Mattarella che il problema n° 1 è il clima. Mattarella gli dice “ok, andiamo avanti”. Di Maio si offende e va via. Rimane Di Battista che si accorda per il premier: è la Mogherini. I 5 stelle si spaccano in due.

La delegazione della Lega dice di arrivare alle cinque, poi telefona a mio zio che arriva alle sei, poi che c’è traffico. Alla fine non arrivano e Mattarella è costretto ad andare lui in via Bellerio a Milano. Qui il direttore di Radio Padania dà l’ok per la Federica Mogherini.

A questo punto direi di votare fisso Federica.

 

P. S. Dimenticavo le altre delegazioni: quella guidata da Carlo Conti e quella guidata da Gerry Scotti. Entrambi sono d’accordo: voto subito senza aspettare nuova legge elettorale e le decisioni della Consulta (dove lavora mio suocero. Almeno così dice lui).

Dispiace dirlo, ma la delegazione dei grandi obesi non è stata ricevuta. Non per razzismo, ma per timore di sfondare il divanetto dove ci si siede per discutere.

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